Un dossier al governo: «Venezia deve ripartire, a cominciare dal turismo»

Le associazioni hanno stipulato un documento con una serie di proposte per aiutare le imprese. Il sindaco ribadisce: «I veneziani vogliono lavorare». E invita tutti, appena possibile, a tornare a visitare la città: «Saremo pronti a settembre con le spiagge e la Mostra del Cinema»

«Abbiamo preparato un documento rivolto al governo che contiene misure per contrastare l'emergenza e ripartire con slancio, concentrandoci in particolare sulla filiera turistica. Le imprese veneziane chiedono con forza di ripartire»: così il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha presentato stamattina il dossier "RimbalzaItalia", una sorta di controproposta sulla "fase 2" dell'emergenza per il rilancio dell'economia e del lavoro. Il documento è stato scritto a più mani e firmato da 65 associazioni del territorio metropolitano, tra cui rappresentanti dell'industria, artigiani, albergatori, commercialisti, commercianti, aziende di trasporto.

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«Crediamo che ogni territorio debba essere riconosciuto responsabile della propria ripartenza - ha fatto presente il sindaco -. I veneziani non chiedono di vivere di assistenzialismo, ma del proprio lavoro. Alla comunità internazionale dico che Venezia ce la farà di sicuro e invito a visitarla non appena sarà possibile. Ripartiremo con le spiagge e a settembre ci sarà anche la Mostra del Cinema. Il governo ci deve ascoltare, perché questo è un popolo che vuole lavorare. Non possiamo permetterci di fermare ulteriormente una delle locomotive industriali principali del Paese». Il sindaco ha anche annunciato che aderirà alla manifestazione nazionale “Risorgiamo Italia”, che vedrà coinvolti stasera hotel, ristoranti, baristi e i pasticceri: alle 21 Brugnaro terrà una conferenza stampa in piazza San Marco.

Tornando al dossier, l'assessore al Bilancio Michele Zuin ha spiegato che «Venezia si propone come città capofila per uscire dalla crisi, lanciando proposte che sono il frutto di un rapporto forte con il territorio. Serve liquidità per il tessuto economico: questo è un appello al governo e soprattutto al ministro all'Economia Roberto Gualtieri, perché lanciamo proposte che hanno un fondamento tecnico, giuridico ed economico». Alla stesura del documento hanno partecipato il commercialista ed ex viceministro all'Economia Enrico Zanetti e il presidente nazionale dell'Ordine dei commercialisti Massimo Miani.

L'iniziativa si ricollega alle rimostranze di tante categorie di lavoratori rimasti delusi dal programma piuttosto "soft" e dilazionato previsto dal governo per la ripartenza delle attività economiche. Dall'altra parte c'è chi continua ad invitare alla cautela, anche per il rischio di un "lockdown di ritorno". Come Erika Baldin, consigliera regionale M5s: «Non spostiamo l'attenzione dall'emergenza sanitaria - ha scritto in una nota -. Lo chiedono i 64 morti di oggi, una cifra terribile che non vedevamo da tempo. Lo dichiarano gli scienziati, tra cui il professor Crisanti, che merita di essere ascoltato sempre. Lo suggeriscono anche le cifre della Germania, con l'indice di contagio R0 che risale verso quota 1 dopo la loro riapertura. E se, con questo “quasi-liberi tutti” che vediamo nelle nostre strade, anche il Veneto corresse lo stesso rischio? Il governo deve certamente migliorare l'efficacia dei suoi interventi, come è urgente e innegabile sul versante del turismo, ma alla Regione chiediamo coesione e unità di intenti. Si prepari la ripartenza in sicurezza, ma non lasciamo filtrare il messaggio che il guaio è passato. Il Veneto, con alcuni settori economici appesi a un filo e lo tsunami sanitario che ha subito, non può permettersi un lockdown di ritorno».

Sostegno al turismo

Il documento si compone di 29 punti principali tra proposte di incentivi, sgravi, idee e scelte strategiche: in primis si concentra l'attenzione sulla crisi che, causa coronavirus, si sta abbattendo sulla filiera turistica veneziana, definita una delle "aree turistiche a vocazione internazionale" più emblematiche. Per il settore si chiede una durata della cassa integrazione, ai sensi degli articoli 19, 20, 21 e 22 del decreto "Cura Italia", di 52 settimane (al posto delle 9 previste "a livello generale"). Inoltre, per i lavoratori parasubordinati, autonomi o stagionali, si dichiara la necessità di poter contare, fino a marzo 2021, di un'indennità mensile di almeno 600 euro se non superiore. Si tratta di misure che si chiede vengano ampliate a tutte le attività economiche veneziane riconducibili alla filiera turistica: dalla ristorazione ai trasporti, dagli alberghi ai musei e agli spettacoli, fino alla cultura e all'organizzazione di eventi.

Liquidità delle imprese

Tra le criticità principali si segnala quella della liquidità delle imprese, specie quelle di dimensioni ridotte. Un problema che impone «un approccio degno della celebre frase di Mario Draghi 'whatever it takes'», si legge. «In questo caso significa liquidità subito a tutti coloro che ne hanno bisogno adesso e che la meritano - si continua - È necessario allungare i tempi per la restituzione dei finanziamenti portandoli ad almeno 20 anni». Inoltre, nell'apprezzare la decisione del governo di prevedere prestiti bancari garantiti dallo Stato fino al 25% del fatturato dello scorso anno di un'azienda, si chiede che questa percentuale venga aumentata fino al 50%, «specie per le PMI». Rimuovendo al contempo gli ostacoli per l'accesso al credito: «È indispensabile che tutte le imprese possano beneficiare di questa iniezione di liquidità», si afferma.

Edilizia

Il settore dell'edilizia - Ulteriori misure di rilancio vengono individuate per il settore dell'edilizia: "Consentire di cedere a titolo gratuito alle banche per 10 anni le quote di detrazione per lavori in ambito familiare, come il recupero del patrimonio edilizio o i lavori di efficientamento energetico, consentirebbe un'immediata iniezione di liquidità a un costo minimo per lo Stato", si dichiara.

Sospensione delle scadenze fiscali

La crisi di liquidità delle imprese è ulteriormenta acuita dalla necessità di rispettare le scadenze fiscali: si propone quindi di rinviare i versamenti dei saldi Irpef, Ires, Irap, e le relative imposte sostitutive in scadenza al 30 giugno 2020, al 2021 e 2022, cancellando per quest'anno anche i minimi contributivi. Con la stessa logica si propone anche di dimezzare la ritenuta d'acconto Irpef sui compensi dei liberi professionisti dal 20% al 10%.

Affitti

Nel documento si lanciano inoltre idee per assicurare la continuità aziendale in fatto di capitalizzazioni e si individuano misure di sostegno per le locazioni, sia commerciali che abitative: se nel decreto "Cura Italia" il Governo ha previsto la corresponsione di un credito di imposta del 60% del canone di locazione effettivamente pagato per il mese di marzo 2020 per negozi e botteghe, «la misura deve essere estesa ai canoni pagati ad aprile - si legge - e ad altre tipologie di immobili, come gli uffici, i magazzini, i laboratori, le palestre, gli alberghi e le pensioni, i teatri, cinema, sale da concerti». Con una specificità in più per l'area veneziana e per le altre zone a principale vocazione turistica internazionale: «Per quest'ultime la misura deve trovare applicazione per almeno 12 mesi». Allo stesso modo si chiede che venga introdotto un credito di imposta del 60% anche a favore del locatore (si tratti di un impresa o di un privato) commisurato alla parte di canone mensile che egli rinuncia a esigere, passando in futuro «criterio di cassa per l'imponibilità e la deducibilità dei corrispettivi e delle spese relative a locazioni» e alla creazione di un «fondo nazionale per il sostegno delle locazioni abitative». Un'operazione che, nei Comuni a vocazione turistica, si chiede venga accompagnata da incentivi fiscali per la trasformazione degli immobili da ricettivi a residenziali, anche attraverso una legislazione speciale.

Il documento sottoscritto resta aperto alle adesioni da parte di altre istituzioni, associazioni ed enti che lo condividono, inviando una mail a sindaco@comune.venezia.it.

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