Economia

Crescono Pil e assunzioni, bene settore primario e costruzioni

Zecchinel, Confapi sui dati veneti: «Le nostre imprese stanno assumendo pur in assenza di un quadro coordinato di politiche attive per il lavoro che il governo non può più rimandare»

Settore costruzioni, archivio foto

«Maggio è stato il mese della svolta per l'economia del nostro Paese». L'Istat ha rivisto al rialzo le previsioni sul Pil, previsto al +4,7% nel 2021 e al +4,4 nel 2022 (previsioni, 4 giugno 2021) e ha indicato una ripresa sul versante delle esportazioni (rispettivamente +9,6% e +7,9%) e dell’occupazione: Confapi Venezia elabora e commenta i dati Veneto Lavoro. «Il mercato occupazionale a maggio sembra finalmente rappresentare un punto di svolta, con il ritorno del volume delle assunzioni a livelli simili a quelli del 2019 (53.000 rispetto alle 54.000, appena il -2%) e con un saldo largamente più positivo (+21.200 rispetto a +17.300)». 

A contare sono i contratti a tempo determinato a colmare un vuoto preesistente. Il saldo tra assunzioni e cessazioni nei primi cinque mesi del 2021 è stato pari a quasi +39.000 unità, un valore ancora lontano dalle +61.000 registrate nello stesso periodo del 2019, ma incomparabile con quello negativo del 2020 (-4.500). Il bilancio, continua Confapi, è stato positivo per il tempo determinato (+38.500 posizioni) mentre permane il segno negativo per l’apprendistato (-650) e la dinamica delle assunzioni è ancora per tutti negativa in confronto al 2019. 

La flessione della domanda di lavoro si è concentrata principalmente nei settori interessati dalle restrizioni (servizi turistici e commercio) ma non ha risparmiato anche quelli manifatturieri, anche per il blocco del turnover determinato dall’impossibilità del licenziamento. Il settore primario e le costruzioni hanno mantenuto andamenti sostanzialmente positivi che si sono estesi all’intera economia a partire da aprile 2021. Nell’ultimo mese i anche i saldi registrati nel commercio e nel turismo sono stati decisamente più positivi rispetto allo stesso mese del 2019.

«Ancora una volta il sistema Veneto si è rivelato capace di reggere a una crisi economica e sanitaria senza precedenti - commenta il presidente di Confapi Venezia, Marco Zecchinel -. La nostra economia, basata su piccole e medie imprese, ha recuperato anche sul fronte occupazionale. Tutto questo in costanza di strumenti emergenziali a difesa del lavoro ma che non sembrano favorire il rilancio dell’occupazione. Bisogna aggiungere che le nostre imprese stanno assumendo pur in assenza di un quadro coordinato di politiche attive per il lavoro che il governo non può più procrastinare, pena il soffocamento economico della ripresa. Gli imprenditori e i lavoratori veneti non lo meritano».


 

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