Ecco in cifre come il governo sostiene l'economia veneta

Il sottosegretario Pier Paolo Baretta: «Niente Iva per 3 mesi per 789 milioni, di cui 131 a Venezia, oltre a 270 milioni di contributi non versati. Indennità di 600 euro pagate per 245 mila su 320 mila»

Coda al supermercato, archivio

La conferma del sostegno che il governo sta dando, alla struttura economica veneta in ginocchio per il coronavirus, viene dai numeri, per il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta che oggi ha presentato le cifre dei trasferimenti in videoconferenza. Il ministro all'Economia Roberto Gualtieri ha incontrato Comuni e Province e ha parlato di tre miliardi a fondo perduto da destinare agli enti locali, da portare in parlamento per lo scostamento dal bilancio nel decreto di aprile, dopo il Consiglio dei ministri lunedì. Non sono i 5 miliardi chiesti da Anci, commenta Baretta, lasciando intendere però che non si tratta di una cifra definitiva poiché, come nel caso del reddito di emergenza, è anche legata alle erogazioni dei bonus da 600 euro.

I dati

Sospesa l'Iva per tre mesi, marzo, aprile e maggio, alle imprese e agli interessati che in Veneto non verseranno 789 milioni di euro, 131 nel Veneziano. Sono poi 270 i milioni, 51 per Venezia, sempre fonte Mef (ministero delle finanze) che i datori di lavoro veneti non pagheranno per i contributi da lavoro dipendente. Le domande di cassa integrazione ordinaria sono state in Veneto 14 mila e quelle di cassa in deroga 25 mila, per un totale di 77 mila lavoratori. Le indennità di 600 euro per professionisti e autonomi richieste nella nostra regione sono 320 mila, quelle pagate 245 mila per un corrispettivo di 150 milioni a fondo perduto per i veneti.

Reddito di emergenza

C'è poi il reddito di emergenza. La scorsa settimana il ministro delle Politiche sociali Nunzia Catalfo aveva parlato di tre miliardi, destinati a chi, non potendo rimettersi al lavoro e avendo esaurito la Naspi, come gli stagionali appunto, non ha più coperture. Per Baretta, ma anche per i sottosegretari all'Interno, Achille Variati, e all'Editoria, Andrea Martella, che lo hanno affiancato nella conferenza di oggi, sabato 18 aprile, sono soldi che i sindaci devono gestire perché nessuno meglio degli amministratori locali conosce le situazioni di difficoltà e le criticità presenti nei territori. «Delegare all'Inps il compito di erogare questi soldi vorrebbe dire aumentare passaggi e burocrazia», affermano, anche in virtù delle risorse che le imprese stanno tentando di avere dal decreto liquidità: sono i 25 mila euro che dovrebbero arrivare da lunedì, precisa Martella. «Il governo faccia in modo di riconoscere ai Comuni i 3 miliardi richiesti dall’Anci - scrive il consigliere comunale veneziano Paolino D'Anna -. Il trasporto pubblico locale nel territorio comunale veneziano è in difficoltà - dice, definendo le parole di Baretta un «cinguettio» - Un servizio che, oggi più che mai, ha un costo importante per le amministrazioni locali con la riduzione drastica delle entrate. Baretta sa che non bastano i 600 milioni promessi. Il sottosegretario all'Economia, prima di pensare di essere l’avversario di Luigi Brugnaro alle prossime elezioni comunali, dovrebbe ricordarsi che fa parte dell’attuale esecutivo».

Trasporti e appelli

«Siamo consapevoli delle difficoltà in cui versano le casse della Actv - scrive un gruppo di segretari dei circoli del Pd della Riviera del Brenta - ma non accettiamo le parole del sindaco di Venezia e della Città Metropolitana Luigi Brugnaro di «andare a piedi» - dichiarano Stefano Molena portavoce dei circoli del Pd della Riviera del Brenta e Anna Ballarin della segreteria metropolitana di Venezia -. Condividiamo la proposta del sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta: c’è bisogno urgente di riaprire un tavolo di analisi che riorganizzi il servizio pubblico dei trasporti e salvaguardi i lavoratori, ora in migliaia in cassa integrazione, e il diritto alla mobilità dei cittadini. Sosteniamo anche noi la richiesta di lasciare all’Actv gli 11 milioni che versa al Comune di Venezia e richiediamo che anche la Regione Veneto faccia la sua parte e riequilibri le risorse destinate al trasporto pubblico sul territorio veneto».

Sanificazione

Le altre risorse riguardano il fondo sanificazione e quello per la polizia locale. Nel primo caso sono 65 milioni, 5,8 per il Veneto, 818 mila e 544 euro per il Comune di Venezia, mentre per la Città Metropolitana sono 68 mila euro, sempre per la sanificazione. Alla polizia locale il governo attribuisce un fondo di 9 milioni e 285 mila euro, 803 mila euro al Veneto, di cui 128 mila all'amministrazione veneziana (tabella in basso).

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