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Safile, Santa Maria di Sala

Safile, Santa Maria di Sala

Safilo tiene con interrogativi sui marchi in uscita. Tavolo dell'occhialeria di Donazzan

L'assessore: «Stiamo parlando di 18.000 lavoratori, oltre 800 imprese con un fatturato di 4 miliardi di euro nel 2019, in Veneto». A Santa Maria di Sala escono Fendi, Dior e Givenchy senza che sia noto per ora l'arrivo di produzioni sostitutive

La Safilo avanza nel Veneziano sia pur facendo i conti con la pandemia e i rallentamenti nelle consegne e disponibilità dei materiali. La sede dell'azienda a Santa Maria di Sala, attiva nel campo della produzione e distribuzione di occhiali, conta circa 600 addetti. Inevitabili ore di cassa integrazione (si parla di 20 persone circa) in attesa di superare la crisi Covid. Ma si è distanti, dopo il ciclone che ha travolto gli stabilimenti di Martignacco e Longarone (chiudendo il primo e ridimensionando il secondo) un anno fa, da annunci di fermata che hanno invece riguardato qualche giorno fa il sito produttivo di Ormo? in Slovenia, che cesserà da giugno 2021, con 557 dipendenti.

Non è escluso che qualche lavorazione possa passare a Santa Maria di Sala, ma il valore aggiunto potrebbe non essere così determinante da cambiarne lo stato dell'arte. C'è preoccupazione per l'uscita dei marchi Fendi, Dior (a giugno) e Givenchy a fine anno senza che sia noto per ora l'arrivo di produzioni sostitutive altrettanto importanti. Ad aprile è previsto un incontro dei sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil con l'amministratore delegato di Safilo, Angelo Trocchia, con la presentazione dei numeri ufficiali sul volume della produzione e le considerazioni.

L'

assessore veneto al Lavoro, Elena Donazzan, oggi (18 marzo) ha partecipato al tavolo dell’Occhialeria. «Occorre lavorare per tavoli di filiera - ha detto - dove si riunisce tutto il settore, a partire dalla parte produttiva, industriale o artigianale fino alle associazioni che si occupano di commercio e, soprattutto, il sindacato ed ancora, quando esistono, gli enti di formazione specializzati o di raccordo fra filiera formativa e fabbisogni occupazionali. Obiettivo è il mantenimento e la difesa delle imprese e degli occupati; per fare questo c’è bisogno di un grande patto sociale».

«Il tavolo dell’occhialeria è il più strutturato – ha proseguito l’assessore - abbiamo iniziato un percorso su stimolo dei sindacati attivando gli stati generali dell’Occhialeria. Stiamo parlando di 18.000 lavoratori, di oltre 800 imprese con un fatturato di 4 miliardi di euro nel 2019. Oggi questo fatturato è crollato come anche i numeri dell’export; parliamo di un -26% per entrambe le voci. Come per ogni altra filiera da parte della Regione l’impegno è massimo». Annunciato un primo bando di 2 milioni di euro per il comparto manifatturiero del Made in Italy, occhialeria, calzaturiero, concia e sistema moda, prioritariamente legato ai tavoli di filiera.

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