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Scintille tra Costa e Testa: "Avanti con il Contorta", "Dimissioni"

Il presidente dell'Autorità portuale: "Questo non diventi il porto delle occasioni perse". Il rappresentante NoNav: "Candidati sindaco contrari"

Dopo la manifestazione di sabato scorso contro le grandi navi e contro le grandi opere in laguna (DETTAGLI), è naturale che l'inaugurazione dell'anno portuale di lunedì abbia avuto come argomento obbligato la querelle riguardante le imbarcazioni da crociera a Venezia. Come renderne compatibile rotte e traffici con l'ambiente circostante? Salvare la Marittima o lanciarsi in qualche altro progetto. L'interrogativo è rimasto latente durante tutta la mattinata, con il presidente dell'Autorità portuale Paolo Costa che, di fronte alle critiche di diversi candidati sindaco espresse senza troppi giri di parole di recente, ha invitato i presenti a far sì che quello lagunare non diventi "il porto delle occasioni perse". Il nodo del contendere è sempre quello: il progetto di scavo del canale Contorta-Sant'Angelo, sulla cui validità si sta concentrando l'esame della commissione di Valutazione d'impatto ambientale del ministero:  "Non possiamo perdere altre occasioni - ha sottolineato il presidente di ApV - Il mondo va troppo veloce, non ci aspetta. Mentre noi facciamo melina, su crociere e porto offshore, i nostri competitor vanno avanti, crescono, ci attaccano da ogni parte, spesso sostenuti da sistemi-Paese che li agevola, non che li ostacola. Venezia è un porto eccellente da 15 secoli e che può ancora trovare in quella tradizione la forza per regalare all'Europa, all'Italia al Veneto e Venezia un volano incomparabile di sviluppo e prosperità. Oggi il contesto europeo è sicuramente più chiaro di quello nazionale. È da sperare che il piano strategico nazionale della portualità e della logistica in corso di redazione colmi la lacuna".

Parole anticipate dall'attacco frontale di Silvio Testa, appartenente al comitato No Grandi Navi: "Nove candidati sindaco su nove sono contrari allo scavo del Canale Contorta Sant'Angelo: Paolo Costa ne prenda atto e si dimetta da presidente dell'Autorità Portuale, dato che praticamente l'intera città è ostile al suo devastante progetto. Se non lo farà, ne prenda atto il presidente del Consiglio Matteo Renzi, al quale sono indirizzate le oltre 120mila firme a oggi raccolte contro lo scavo: commissari il Porto e imponga il ritiro del progetto".

Tra i presenti il candidato sindaco per la Lega Nord Gian Angelo Bellati: "Il porto di Venezia è sulla bocca di tutti quasi esclusivamente per le navi da crociera, dimenticandosi troppo spesso del traffico merci - ha commentato - Dobbiamo fare un grande plauso al porto per l’esaustiva relazione odierna, che finalmente poggia su una strategia pluridecennale. Non solo è stato spiegato quanto fatto finora ma, posizione assolutamente condivisibile, si è parlato dei risultati e dei progetti per portare Venezia e il Nordest al centro dei traffici mondiali". Sabato, invece, il candidato di centro-destra Luigi Brugnaro ha partecipato a un corteo acqueo chiedendo di salvare la Marittima facendo passare i condomini galleggianti per il canale Vittorio Emanuele. Di altro avviso Felice Casson (centro-sinistra), Davide Scano (Movimento Cinque Stelle) e gli altri candidati che hanno partecipato al grande corteo (migliaia le persone accorse a Venezia) contro le Grandi Navi e contro le grandi opere. Caldeggiando il progetto di piattaforma offshore alla bocca del Lido (progetto De Piccoli).

«In merito al dibattito grandi navi sì o no – ha dichiarato invece la candidata Francesca Zaccariotto – e alle ipotesi progettuali allo studio della commissione nazionale Via, per la valutazione ambientale strategica, ad oggi non c’è una via alternativa disponibile alla marittima - non c’è l’offshore né il canale Contorta, che mi vede comunque contraria e sul quale avevamo presentato, come Provincia, 11 pagine di osservazioni critiche al progetto. Quindi ritengo che la marittima, per altro solo di recente entrata a completo regime, vada utilizzata, per non sprecare gli investimenti già realizzati, e perché è tuttora una struttura all’avanguardia e un home port funzionale per le navi da crociera. E il mio è un no anche allo spostamento della marittima a Marghera, la soluzione che aveva proposto l’ex sindaco Orsoni, che oggi sembra una soluzione improbabile, che richiederebbe l’allungamento del canale dei petroli, quindi un nuovo scavo in un punto a forte inquinamento, e sarebbe dunque peggiorativa sia da un punto di vista ambientale, sia turistico, perché il camino di un impianto petrolchimico non ha sicuramente il fascino e la bellezza di Venezia".
 

"Tutti siamo d'accordo che le navi bianche da crociera non debbano più passare per il bacino di San Marco. Ogni polemica su quest'aspetto è soltanto strumentale - dichiara Luigi Brugnaro - Il punto fondamentale è che bisogna salvaguardare i 5 mila posti di lavoro legati alla crocieristica, senza perderne neanche uno. E per questo è decisivo salvaguardare la Stazione Marittima che negli anni è stata realizzata e sviluppata con investimenti autorizzati e che ora  devono essere rispettati. Il canale Vittorio Emanuele - parallelo al ponte della Libertà, accessibile da Malamocco con la variante esterna all'isola delle Trezze per non interferire con il traffico commerciale - c'è già ed è la soluzione migliore per far arrivare le navi da crociera in Marittima".

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