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Venerdì, 9 Dicembre 2022
Economia

Siccità, i danni dell'estate: compromesso un raccolto su due

Cia Venezia: «Mais e soia le più colpite. Mix di scarsa piovosità e alte temperature ha comportato una serie di problemi alle colture»

Siccità, ecco i dati definitivi dell’estate. Cia Venezia invia ad Avepa il quadro dei danni. Compromesso un raccolto su due, con punte del 90% in alcune aree La presidente Senno: «Serve un tavolo tra istituzioni, consorzi e associazioni per non arrivare impreparati alla prossima stagione». Danni al 50% delle colture, con punte dell’85-90% in alcune zone della provincia. Mais e soia le più colpite, perso un raccolto su due della produzione orticola.

È questa la fotografia scattata a fine agosto dai tecnici di Cia, Agricoltori Italiani Venezia e inviata ad Avepa (l’Agenzia Veneta per i pagamenti), l’organismo pagatore regionale degli aiuti, dei premi e dei contributi nel settore agricolo. «È stata un’estate terribile per le nostre colture – conferma la presidente di Cia Venezia Federica Senno – condizionata da un prolungato periodo di siccità, cominciato ancora durante il periodo invernale e che si è poi prolungato per le stagioni successive. Secondo Arpav, alla fine di maggio, nel veneziano si è registrata una diminuzione della piovosità del 50% rispetto al 2021. Contemporaneamente c’è stato un rialzo delle temperature, sopra la media già dal mese di maggio e così ancora oggi. Il mix di scarsa piovosità e alte temperature ha comportato una serie di problemi alle colture di difficile paragone con gli anni precedenti».

Il mais

La scarsità di piogge durante il periodo invernale e primaverile ha diminuito la disponibilità d'acqua per le irrigazioni delle colture: si è potuto irrigare a calendario tramite turnazione delle giornate, spiega Cia Venezia. A livello agronomico questa situazione ha portato a una realizzazione produttiva diversa da coltura a coltura. «Ad oggi, buona parte del mais da Granella e da Ceroso è stata raccolta registrando perdite di produzione che vanno dal 50 all'80% per quello non irrigato, mentre per quello irrigato si attesta intorno al 30-40%. Le irrigazioni sono dovute essere numerose e ravvicinate in quanto la perdita dell'acqua per evaporazione era ai massimi livelli».

Il cuneo salino

Tutte le aree costiere hanno anche subito la risalita del cuneo salino (Eraclea, Jesolo, Cavallino Treporti, Caorle, San Michele al Tagliamento, La salute di Livenza, Chioggia,Cavarzere). «È riuscito a penetrare per diversi chilometri all'interno della costa: ciò ha reso impossibile l’utilizzo dell’acqua per scopi irrigui, in quanto letale per le colture. La situazione è grave in tutte le aree del territorio», aggiunge la presidente Senno. «Solo a titolo di esempio, nel Miranese le perdite di mais da granella nei terreni non irrigati raggiungono l’80%. Per il viticolo si prevede un calo della produzione compreso tra il 10 e il 15%. Paradossale la situazione delle colture orticole: le perdite si attestano sul 40%, ma il dato che ci allarma di più è che molte aziende non hanno coltivato i secondi raccolti a causa della mancanza di acqua per irrigare».

Radicchio e Pinot Grigio

Chi ha seminato ortaggi in secondo raccolto ha avuto il problema che il seme si è “cotto” nel sottosuolo a causa delle alte temperature. «Percentuali simili, per le colture cerealicole, si registrano nella zona centrale della provincia (Mestre, Favaro Veneto, Quarto D’Altino, Mira), in Riviera del Brenta e nel Chioggiotto. A Ca’ Lino e Sant’Anna per le colture orticole sono stati eseguiti numerosi interventi di irrigazione e ad oggi le perdite sono calcolate nell'ordine del 20-30%». Sempre a causa della risalita del cuneo salino, afferma Cia, i primi trapianti di radicchio sono letteralmente saltati, mentre nel Veneto orientale, per il Pinot grigio è stimata auna diminuzione di produzione dal 40 al 50%. «Cia Venezia sta assistendo gli agricoltori – conclude Senno – nelle pratiche di richiesta di riconoscimento del danno. Certamente gli aiuti non basteranno, ma dobbiamo fare di tutto per tutelare i lavoratori del settore primario. Chiediamo che le istituzioni aprano un tavolo di confronto con i consorzi di bonifica e le associazioni per non farci trovare impreparati anche la prossima stagione estiva».

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