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Economia Santa Maria di Sala / Tabina

Speedline, per la salvezza si punta alla vendita. I sindacati chiedono a Ronal il rispetto dei patti

L'incontro di giovedì a Roma con il ceo Brauner. L'interesse per lo stabilimento di Santa Maria di Sala c'è, manca l'investitore. Pronto un team di tecnici per la cessione. Fim e Fiom: «Mantenere gli impegni presi su campionature ed efficientamento»

Fiducia nel futuro da un lato, timore di perdere produzioni e servizi dall'altro. Giovedì, durante l'incontro al Ministero dello Sviluppo (Mise) a Roma, i sindacati Fim e Fiom di Venezia assieme a quelli nazionali e ai referenti confederali hanno spiegato questo alla proprietà di Speedline, stavolta seduta al tavolo con il ceo di Ronal, Oliver Brauner. In questa occasione, per la prima volta dalla firma dell’accordo di giugno, sono stati presentati i responsabili di Vitale e associati Investment Bank che si sta occupando della vendita dello stabilimento di Santa Maria di Sala. Tra le istituzioni c'era l'unità di crisi della regione Veneto, referenti del ministero del Lavoro, Confindustria Venezia, la Città metropolitana e il sindaco di Santa Maria di Sala, Natascia Rocchi. 

«L’incontro di oggi è stato l’occasione per chiedere alle istituzioni di mantenere alta l'attenzione - scrivono Fim e Fiom -. A Brauner abbiamo chiesto di mantenere l’impegno di Ronal sul processo di vendita. Crediamo serva tutta la spinta possibile per accelerare l'individuazione di un investitore. La proprietà ha confermato di fronte a tutte le istituzioni la volontà di vendere lo stabilimento di Tabina e di metterci il massimo impegno affinché la cosa si concluda positivamente e nel più breve tempo possibile».

Ma restano alcune criticità. Prima fra tutte quella dei campioni per i grossi brand. Se mentre si attende l'arrivo del compratore, ragionano sindacati e lavoratori, le cose vengono fatte fare altrove, si rischia di svuotare le potenzialità dello stabilimento. «Abbiamo ribadito a Brauner che in questa fase l’attività di vendita che sta procedendo deve essere accompagnata dagli impegni presi sullo stabilimento Speedline, così come concordato - commentano Fim e Fiom - Non è più tollerabile che si continuino a riscontrare disallineamenti tra quanto avviene realmente e quanto stabilito nell'accordo, sia in merito agli avvii delle campionature, sia sulla saturazione dello stabilimento, che sull’attivazione delle misure di efficientamento previste. Se continueranno reagiremo di conseguenza».

Ad oggi, dicono le organizzazioni, le manifestazioni di interesse all'acquisto sono in crescita e la vendita è l'unica strada possibile. «Ma non abbiamo ancora elementi che ci facciano dire di aver raggiunto il traguardo. Nelle prossime settimane continueranno le visite in azienda, e si intensificheranno i contatti con le realtà industriali o bancarie. A Ronal abbiamo detto di evitare qualsiasi azione confusa che possa creare tensioni e mettere in difficoltà le lavoratrici e i lavoratori di Tabina. Riteniamo che l’incontro sia stato utile per allineare tutte le parti. Verificheremo la continuità degli impegni presi da Ronal su Tabina». 

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