Economia Santa Maria di Sala / Tabina

Speedline, Ronal punta a trattare con un investitore tedesco per la vendita della sede di Tabina

La vertenza per il futuro dello stabilimento di Santa Maria di Sala. I sindacati, Fim Cisl e Fiom Cgil, chiedono garanzie sull'operazione e sul fondo scelto dalla proprietà. Lunedì c'è stato un altro tavolo al ministero dello Sviluppo

Lunedì al ministero dello Sviluppo a Roma la direzione Ronal a capo della Speedline di Tabina, con i suoi advisor, la responsabile risorse umane del sito di Santa Maria di Sala, Katia Menin, e il componente cda Thomas Mueller erano al tavolo con  le organizzazioni sindacali e le istituzioni per la vertenza che riguarda la chiusura dello stabilimento veneziano. L'elemento di novità è che la proprietà ha deciso, unilateralmente, di concedere l’esclusiva della trattativa per la possibile vendita a un investitore tedesco.

«Abbiamo preso atto della scelta e pur mantenendo delle riserve sulla solidità del piano industriale della società in questione, con responsabilità abbiamo deciso comunque di confrontarci con questo fondo per cercare di ottenere le migliori condizioni industriali in termini di continuità lavorativa e occupazionale - commentano Fim Cisl e Fiom Cgil - Abbiamo rafforzato la nostra convinzione che la soluzione migliore debba comprendere il perimetro allargato alle attività di App Tech di Mestrino (Padova), cosa ad oggi non prevista dall’investitore individuato da Ronal».

Non si tratta tra le parti quindi su chi comprerà e le sigle intanto cercano di verificare la consistenza di questo fondo tedesco indicato da Ronal, perchè l'obbiettivo dei sindacati quello di portare a casa tutti i posti di lavoro oltre a garantire la sopravvivenza della produzione. Nei prossimi giorni Fim e Fiom fisseranno gli incontri con il potenziale acquirente. «Speriamo vengano prese in esame le richieste di garanzia che avanzeremo e che abbiamo già illustrato in sede ministeriale. Ministero e Regione si sono resi disponibili a seguire il percorso di interlocuzione tra le parti e a riconvocarci. Se la trattativa non portasse a risultati condivisi, prima di concluderla convocheremo le assemblee per il coinvolgimento di tutte le lavoratrici e i lavoratori».

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