Economia Marghera / fincantieri

Isolfin, sciopero e corteo alla Fincantieri. Cgil: «Rimpallo di responsabilità a spese dei lavoratori»

Lo stato di agitazione non si ferma. Filctem, Fiom e Nidil: «I precari dell'agenzia interinale Humangest lasciati a casa e sostituiti senza alcun avviso»

Lo stato di agitazione alla Isolfin di Marghera non si ferma. Mattinata di presidio e protesta di sindacati e lavoratori anche lunedì. Fiom, Filctem e Nidil Cgil, hanno scioperato e manifestato in un corteo di protesta lungo l’intero perimetro dello stabilimento di Fincantieri. Ci sono stati degli interventi davanti alla direzione Fincantieri e alla Isolfin. «Nelle ultime settimane sono entrate tre nuove ditte in subappalto, che svolgono le attività riservate a Isolfin, in sostituzione inizialmente di dieci lavoratori dell'agenzia interinale Humangest licenziati, e successivamente di altri venti lavoratori lasciati a casa (in sospensione)», spiegano i sindacati.

Altri cinquanta lavoratori si sono visti rinnovare la missione per una sola settimana. «Ciò accade - continuano le sigle del chimico, metalmeccanico e del lavoro interinale, perché Humangest dice che Isolfin non paga. Isolfin afferma invece che la responsabilità sia di Fincantieri. Nel frattempo però a pagare il prezzo sono i lavoratori dell’agenzia interinale, che si vedono sostituiti da altri in subappalto e vedono ogni giorno dipendenti Isolfin lavorare in straordinario. Tutto questo avviene dopo che negli scorsi anni è stato firmato un accordo tra Fincantieri e le segreterie di Fim, Fiom e Uilm nazionali, che prevede la riduzione dell’utilizzo dei subappalti, mentre si continua ad avere un aumento di questa forma di lavoro precario ricattabile e sempre poco “trasparente"».

A inizio anno, dopo vari scioperi, le organizzazioni Filctem, Fiom e Nidil della Cgil avevano siglato un accordo che prevedeva almeno dieci giorni prima della scadenza della missione di avvisare i lavoratori sia dell'eventuale proroga che della durata, la quale non poteva essere inferiore a due mesi. «Domani - martedì 27 giugno - siamo convocati dal prefetto alle 11 e chiederemo che tutte le parti in causa si adoperino per una soluzione definitiva della vertenza che dia continuità di lavoro e sicurezze a tutti i dipendenti interessati, evitando tensioni in un cantiere che ha commesse certe per i prossimi 5 anni», concludono i segretari Davide Stoppa (Filctem Cgil), Fabio Furlan (Fiom Cgil) e Gianfranco Rizzetto (Nidil Cgil).

Isolfin, sciopero e corteo alla Fincantieri 26 giugno 2

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