Mercoledì, 12 Maggio 2021

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Il lavoro si gioca sulla formazione: un summit su presente e futuro dei finanziamenti europei

A Venezia il summit internazionale dei più importanti Enti europei impegnati nella formazione, motore di crescita per il capitale umano e per le imprese

L’analisi proposta dal summit STRATEGY/JOB/SOCIETY for VET (Vocational Education and Training), tenutosi lunedì 28 maggio alla Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, parte dai mutamenti che la crisi del 2008 ha impresso negli assetti sociali e nella società del lavoro. Tra le conseguenze primarie la creazione di uno strato sociale che si è ritrovato a ripensare il proprio percorso lavorativo o in una fase di ingresso, o in una ancor più difficile fase di rientro in una fascia di età non più giovane. Circostanze nelle quali ha svolto un ruolo primario la formazione professionale. Altrettanto fondamentali gli asset che in questi anni gli Stati e le politiche europee hanno messo a punto per incentivare la formazione nell’ottica di incentivare la competitività in Europa.

Tra gli obiettivi dell’Unione Europea fino al 2020, l’occupazione per il 75% della popolazione dai 20 ai 64 anni; incentivare la formazione del 40% per i giovani mediante il conseguimento di una laurea e l’apprendimento permanente; la riduzione conseguente della povertà e della esclusione. Nella gestione diretta di un budget di 2,3 miliardi di euro, rientrano quindi la competitività delle Imprese e delle PMI, il finanziamento di progetti volti alla promozione dell’imprenditorialità e della internazionalizzazione delle PMI; la promozione di scambi formativi tra imprenditori; la promozione di un elevato livello di occupazione sostenibile e di qualità; la garanzia adeguata e dignitosa protezione sociale; la lotta contro esclusione sociale e povertà; il miglioramento delle condizioni di lavoro.

Priorità importanti che necessitano di risorse adeguate. La Commissione propone un bilancio a lungo termine per il prossimo giro di finanziamenti – 2021/2027 - di circa 1.280 miliardi di euro da investire nei sette anni, pari al 1,11% del reddito nazionale lordo dei ventisette Paesi dell’Unione europea (il livello degli impegni per l’attuale periodo 2014-2020 è pari al 1,03%).

Come? Sarà raddoppiato, ad esempio, il bilancio del programma Erasmus+ e del corpo europeo di solidarietà. Ma la Commissione ha valutato anche dove fosse possibile realizzare risparmi, e questi cambiamenti determineranno un riequilibrio del bilancio dell’Unione Europea, e una maggiore attenzione a vari settori potrà davvero fare la differenza.

L’appuntamento STRATEGY/JOB/SOCIETY for VET, promosso dall'associazione europea EVTA e da ENAIP NET (il consorzio italiano degli Enaip Regionali che offre formazione professionale e servizi di placement per lo sviluppo integrale delle persone) è strategico poiché consente, grazie alla presenza dei rappresentanti dei più importanti enti di formazione europei, di fare il punto sulle politiche europee in materia di formazione professionale sviluppate in questi anni, gli investimenti fatti e le ricadute in termini di sviluppo economico e  sociale a livello macro, e dei singoli stati. L’arco temporale preso in considerazione per l’analisi parte dal 2008, anno della crisi, e arriva fino ai giorni nostri, passando per due giri di finanziamenti europei (2007-2013 e 2014-2020) che hanno prodotto risultati positivi su più fronti: posti di lavoro, imprese, formazione.

Presenti, tra gli altri, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, l'assessore al Lavoro della Regione Veneto Elena Donazzan, il sottosegretario al ministero del Lavoro Luigi Bobba.

La sessione di lavoro è stata divisa in due parti: dalle ore 15.15 alle ore 16.15 ci si è confrontati sul periodo di programmazione 2014-2020, che sta volgendo al termine.

Dalle 16.15 alle ore 17.15 la riflessione dei relatori si sposta sul futuro, ovvero sul periodo di programmazione post 2020. Questo il momento in cui i maggiori esperti rappresentanti degli enti di formazione identificheranno e definiranno i “pilastri” sui quali, successivamente, l’UE andrà a costruire le prossime linee di finanziamento post 2020 per fare il punto sulla formazione professionale come crescita per le imprese (canali di finanziamento; politiche regionali; politiche settoriali; programmi di cooperazione territoriale).

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