Giovedì, 13 Maggio 2021
Economia

La Tasi è dietro l'angolo, come e quanto si paga in ogni Comune

La nuova imposta è a discrezione delle diverse amministrazioni cittadine, e in molti casi è già stato tutto stabilito. Ecco come funziona

Ancora tanta confusione in tutta la provincia in vista dell'imminente pagamento della Tasi, la tassa che sostituisce l'Imu sulle prime case ma che, comunque, continuerà a essere pagata sugli altri immobili. Tasi, Imu e Tari, la tassa sui rifiuti, compongono l'Imposta Unica Comunale (andando a coprire i servizi indivisibili come illuminazione pubblica, manutenzione del verde, servizi cimiteriali e molto altro). Come riportano i quotidiani locali, di Comune in Comune la situazione cambia radicalmente, a partire dalle date delle rate alle percentuali di pagamento.

QUANDO E DOVE – I Comuni che decideranno di far pagare l'imposta in due soluzioni batteranno cassa il 16 giugno e 16 dicembre, quelli che hanno optato per una sola soluzione incasseranno tutto direttamente il 16 giugno. Tredici le amministrazioni comunali del Veneziano che finora hanno approvato, e pubblicato sul sito del ministero dell'Economia, le loro scelte sulla Tasi e che hanno deciso per il primo pagamento a giugno: Annone Veneto, Campolongo Maggiore, Caorle, Cavallino-Treporti, Cinto Caomaggiore, Cona, Dolo, Eraclea, Portogruaro, Quarto d'Altino, San Donà, Spinea, Santa Maria di Sala e Venezia (che però ha scelto di rimandare la prima rata al 21 luglio). Gli altri due terzi dei Comuni della provincia (compresi 11 dei 15 chiamati a votare anche per il sindaco) dovranno approvare le delibere entro il 23 maggio, e pubblicarle entro il 31, in caso contrario i pagamenti slitteranno a settembre.

PERCENTUALI E ALIQUOTE – Più difficile, rispetto alle date sul calendario, capire quanto bisognerà pagare: la Tasi è prevista per tutti, anche per chi non paga l'Imu, ma al tempo stesso è possibile che alcuni Comuni decidano di azzerare l'aliquota, come hanno già annunciato Annone Veneto e Cona sia sulle prime case che sugli altri immobili. Stando alle indicazioni del governo, comunque, per le seconde case la somma di Imu e Tasi non dovrà superare la soglia del 10,6 per mille, ma l'ultima parola resta sempre all'amministrazione cittadina, che può decidere di alzare il limite di un altro 0,8% per finanziare eventuali detrazioni, portando il massimale all'11,4 per mille, con l'aumento che dovrà esser distribuito tra prima e seconda casa. Per le prime case invece il limite è del 2,5, più l'eventuale 0,8, quindi 3,3 per mille. Tra i Comuni che hanno già deciso non mancano pesanti differenze: anche se nella maggior parte dei casi sembra si sia scelto di non gravare su chi pagherà entrambe le imposte (non solo per la seconda abitazione, ma soprattutto per chi ha in lista anche le mura del proprio negozio, ad esempio), anche se ad esempio a Quarto l'aliquota è stata fissata al 2,5 per mille anche per gli immobili della categoria catastale D come fabbriche, depositi, hotel, palestre e grandi negozi. Simile il discorso anche a Cavallino-Treporti, Spinea e Santa Maria di Sala, ma in questo caso ci si accontenterà dell'uno per mille. Per le prime case di valore, ovvero di categoria catastale A/1, A/8 e A/9, l'aliquota invece oscillerà tra l'uno e il due per mille a seconda del Comune. Lo stesso discorso varrà anche per i fabbricati rurali.

COME SI PAGA – Per quanto riguarda, in concreto, il pagamento della Tasi avverrà tramite il modello F24 o con bollettino postale; per il calcolo la base imponibile funzionerà come l'Imu, ovvero rivalutando del 5% la rendita catastale e quindi moltiplicando il risultato per il coefficiente che varia in base alla categoria dell'immobile in questione, infine si applica l'aliquota decisa dal Comune di appartenenza. Chi vive in affitto dovrà dividere le spese con il padrone di casa, secondo una quota decisa sempre dalla propria amministrazione cittadina: il governo ha permesso ai singoli Comuni di muoversi tra il 10 e il 30% a carico degli inquilini, lasciando il resto ai proprietari, e in quasi tutti i centri urbani veneziani si è scelto di procedere per il minimo a carico dei conduttori (proprio in laguna la decisione non ha mancato di sollevare accese polemiche), solo San Donà e Quarto hanno scelto di caricare con il 30% gli inquilini. Infine, per quanto riguarda le possibili detrazioni, ci si trova davanti ancora una volta ad un ventaglio di possibilità piuttosto ampio, ma sempre a discrezione dell'amministrazione comunale: Santa Maria di Sala e Cinto Caomaggiore, ad esempio, tolgono 30 euro a chi convive con un disabile, Campolongo Maggiore 50. San Donà di Piave, Portogruaro e Quarto D'Altino invece aiutano chi ha ancora figli in casa (fino ai 26 anni), con un risparmio di massimo 160 euro in tutto.

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