Il Comune riadatta la Tari al Covid: prima e seconda rata a novembre

Non tutte le amministrazioni le possono spostare. Venezia sì. Zuin: «Abbiamo i conti in ordine. Anticipiamo le somme per consentire il servizio». Per Cosap e turismo fondi dal governo, per i rifiuti no

Veritas: gestione nettezza. Archivio

Slittano le scadenze della tassa sui rifiuti (Tari), dopo l'intervento del Comune di Venezia, in tutto il bacino servito dalla partecipata Veritas per le famiglie in difficoltà. Lo ha spiegato in presenza l'assessore al Bilancio Michele Zuin oggi, martedì 8 luglio, a Ca' Farsetti. La prima e seconda delle 4 rate annuali della bolletta slittano dal 16 luglio al 16 novembre per tutte le famiglie che a causa del Covid hanno anche un solo componente che sia rimasto senza lavoro, sia in cassa integrazione o altri ammortizzatori, o abbia subito una riduzione del reddito da lavoro autonomo. «L'abbiamo potuto fare perché i conti sono in ordine - sottolinea Zuin - altri Comuni non riescono ad anticipare le quote per consentire lo svolgimento del servizio anche se i cittadini non pagano. Venezia sì. Senza more né interessi». La Tari delle utenze domestiche, 140 mila, fa incassare al Comune 55 milioni di euro. Quelli anticipati saranno almeno una decina intanto. Mentre per Cosap (tassa sui plateatici) e l'imposta sul turismo sono arrivati fondi dallo Stato, per la Tari finora no. Anche per questo non si può togliere, perché il governo non ha previsto per ora di sostituirsi alle amministrazioni locali nel pagamento del servizio. Per ottenere lo spostamento della scadenza da luglio a novembre, le famiglie utilizzano un modulo che sarà disponibile sul sito del Comune da lunedì. Chi ha la domiciliazione bancaria deve avvertire la propria banca di non far passare il pagamento il 16 luglio, quindi attivarsi per questo. In certi casi l'istituto di credito può avvisare che si dovrà interrompere la domiciliazione completa per bloccare il pagamento. Ma sono procedure standard. In tutti gli altri casi, dove non sia stata fatta richiesta, la rata va pagata regolarmente il 16 luglio. Quelle successive, la terza e la quarta, sono da pagare per tutti il 16 settembre e il 16 dicembre. Il Comune aveva già fatto una prima proroga delle scadenze.

Tari Domestiche-2

Le imprese

Mentre le aziende che non hanno avuto difficoltà pagano la Tari il 16 luglio, il 16 settembre e il 16 dicembre, quelle interessate da provvedimenti di chiusura per Covid o che comunque non hanno aperto per difficoltà economiche, per ora non pagano. Le loro imposte sono sospese in attesa di definizione. Veritas invierà una comunicazione per acquisire i dati e per creare la nuova bollettazione, una volta applicati i criteri di Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente). In base alle prime informazioni, l'autorità andrebbe ad agire sulla parte variabile che compone la tassa, cioè ricalcolando circa il 40% del totale, e questo per le 40.000 utenze non domestiche. Alle attività che non hanno ricevuto la seconda rata e hanno pagato la prima, attendono il conguaglio (tolto il periodo di chiusura che in parte è entrato nel pagamento della prima rata che va da gennaio a marzo compresi). Chi non ha saldato la prima aspetta la definizione nuova. Quindi per le utenze non domestiche è un interessamento che compie Veritas e i contribuenti non presentano e non pagano nulla, per ora. «Non è vero che i costi del servizio si sono abbassati  - dice Zuin - Casomai sono aumentati a causa della sanificazione, igienizzazione e l'acquisto del materiale sanitario».

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