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Approvate in laguna le aliquote della Tasi, ecco come calcolarla

Il 10 per cento spetta agli inquilini, il 90 ai proprietari. Ma per le seconde case si pagherà qualcosa in meno rispetto all'anno precedente

Si torna a fare il conto delle tasse, anche a Venezia: con la riunione di Giunta di mercoledì il Comune ha infatti stabilito aliquote ed esenzioni per la tanto temuta Tasi e, nonostante i facili allarmismi, da Ca' Farsetti e dai quotidiani locali si cerca di far passare un messaggio unico: si è applicato il minimo possibile, 10 per cento agli inquilini, 90 ai proprietari. Eppure qualche zona d'ombra ancora esiste e non tutti saranno felici delle decisioni prese dalla squadra di Giorgio Orsoni.

CARTA, MATITA E CALCOLATRICE – La legge italiana prevede una forbice tra il 10 e il 30 per cento per la Tasi a carico degli inquilini, ma anche se si è scelta la percentuale più bassa i proprietari di seconde case in affitto a canone di mercato pagheranno meno di quanto pagavano con l'Imu, in quanto l’aliquota di quest'ultima tassa è passata dal 10.6 all’8.1 per mille, ovvero il livello necessario per aggiungere la Tasi al 3.3 per mille e finanziare le detrazioni per i titolari di prime case, che in questo modo dovrebbero attestarsi a livelli inferiori rispetto a quelli del 2013.

La Tasi sull’abitazione principale avrà un’aliquota del 3.3 per mille (2.5 di legge più maggiorazione dello 0.8 per mille) sulla rendita catastale rivalutata del 60 per cento. La detrazione sarà di 140 euro per gli appartamenti che non superino i 400 euro di rendita catastale; di 120 euro per rendite tra i 400 e gli 800 euro; di 80 euro per rendite tra 800 e mille euro. Le abitazioni con rendita superiore invece non otterranno alcuna riduzione. Alle famiglie sarà poi garantita un'altra detrazione di 50 euro per ogni figlio residente e domiciliato stabilmente di età inferiore a 26 anni. La scelta di privilegiare la rendita catastale e non il reddito è motivata ovviamente dal desiderio di non incentivare l'evasione, ma tra Venezia, Lido e Mestre potrebbe portare a non poche discordanze, visto che ci sono zone con rendita in totale contrasto rispetto al valore immobiliare.

Ora resta da vedere quando bisognerà mettere mano al portafoglio: se le delibere partiranno prima del 22 maggio si avranno due rate, una il 16 giugno e l'altra il 16 dicembre, ma se così non fosse l'ennesima “stangata” arriverà in un colpo solo, a fine anno per la prima casa, con rateizzazione all'uno per mille da giugno e il saldo sempre a dicembre per tutti gli altri immobili.

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