Giovedì, 28 Ottobre 2021
Economia

Tavolo regionale sul turismo con i sindacati: la maggior perdita di lavoro a Venezia

Nel 2020 meno 19.445 posti nella nostra regione sul 2019, 5.440 dei quali nel capoluogo lagunare. La ripresa è più lenta nelle grandi città d’arte

Si è riunito oggi il tavolo del lavoro della filiera del turismo veneto per un confronto sui principali temi dell’occupazione nel mondo del turismo regionale con gli assessori regionali Elena Donazzan e Federico Caner. L’attivazione del tavolo era stata richiesta dai sindacati per un confronto di ampio respiro sulle principali dinamiche occupazionali del principale settore economico del Veneto sta vivendo. Alla riunione i rappresentanti di Confturismo, Assoturismo, Federturismo, Confartigianato, Cna Veneto, Casartigiani Veneto, Cgil, Cisl e Uil confederali e di categoria del Veneto.

Dati di Veneto Lavoro

I numeri relativi all’occupazione nel comparto turistico del 2020 segnano la perdita di 19.445 posti nella nostra regione sul 2019. Molto più penalizzate le donne degli uomini, gli italiani degli stranieri, i diplomati. Fanno riflettere due elementi: 14.185 posti persi sono contratti a tempo determinato e più di 11.000 riguardano professioni qualificate di servizi. Dal punto di vista territoriale l’area più penalizzata è stata Venezia (- 5.440) e poi Verona (- 3.830). La ripresa è più lenta nelle grandi città d’arte.

Mismatch del mercato del lavoro

«È stata un’occasione di confronto franco su un mercato del lavoro che in questo momento mostra evidenti anomalie: posti di lavoro che non trovano lavoratori, imprese in affanno alla ricerca di professionalità difficilmente reperibili, lavoratori del settore che si sono rioccupati all’estero o in altri settori, anche a causa della totale incertezza legata alla crisi pandemica - afferma Donazzan - Il dato positivo è che c'è una condivisione di vedute da parte del mondo datoriale e quello sindacale sulle problematiche nell’ambito del lavoro – precisa ancora l'assessore al Lavoro -. Abbiamo preso atto che il turismo esprime un contesto di complessità emerso con maggior chiarezza con il Covid. Ritengo sia opportuno parlare e affrontare le questioni del turismo in termini di filiera articolata».

Formazione

«Dopo la conta dei danni dovuti alla pandemia, il Veneto dimostra di essere pronto a ripartire dalla sua industria più importante: il turismo – commenta Caner -. Per farlo sarà necessario, a tutti i livelli, un ripensamento delle politiche per il settore attraverso misure come la defiscalizzazione del costo del lavoro, anche per i lavoratori stagionali. Nei giovani va instillato il desiderio di crescere e pensare al proprio futuro all'interno di quella che, con oltre 17 miliardi di euro di fatturato annuo, può essere definita la locomotiva economica. Sarà necessario investire nella formazione degli operatori che avranno maggiori possibilità di occupazione».

Fondi europei

È stata infine condivisa la necessità di rendere permanente il tavolo che sarà seguito dall’Unità di crisi e dalla direzione Lavoro della regione. Gli interventi seguiranno tre direzioni: "Scuola e turismo": per cui è stata proposta la stesura di un documento nel quale individuare soluzioni alle problematiche tra istruzione e lavoro. "Turismo e mercato del lavoro": si è valutata la necessità di potenziare l’incrocio domanda-offerta. Si è parlato, inoltre, di creare una borsa del lavoro del turismo veneto nella quale condividere domande e offerte da tutta Italia e anche dall’estero. "Turismo e costo del lavoro": si è ragionato di precaricato e basso salario, e dell’importanza di sollecitare il governo affinché consideri il turismo un comparto strategico per l’Italia e intervenga sul cuneo fiscale. Infine, Caner e Donazzan con Santo Romano, responsabile della programmazione dei fondi europei della Regione, hanno sottolineato la strategicità della programmazione dei fondi europei.

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