Tutti contro la vendita della la Casa dei tre oci, la Fondazione esclude l'ipotesi

Il Pd: «Spazio culturale fondamentale, no alla cessione per consolidare il bilancio». Anche il sindaco si oppone. Il presidente: «Discussione senza fondamento»

Casa dei Tre Oci

Il segretario del Partito democratico veneziano Giorgio Dodi e la capogruppo Monica Sambo mettono nero su bianco le loro preoccupazioni circa la «presunta vendita di immobili di pregio tra cui la Casa dei tre oci alla Giudecca, da parte della Fondazione di Venezia, per consolidare il bilancio in fase di approvazione». Dalla Fondazione di Venezia, poco dopo, arriva una smentita: «Non c'è alcuna ipotesi in tal senso, né la proposta è mai pervenuta al Consiglio generale dell’ente».

La situazione economica

È «il luogo della fotografia, uno dei simboli dell’isola e uno spazio espositivo e culturale fondamentale per la città», scrive Sambo, e Dodi: «Sono noti i problemi economico-finanziari della Fondazione, resi più acuti dall'emergenza sanitaria. Ma le difficoltà hanno origini più remote e strutturali secondo i consulenti ai quali si è affidata la Fondazione stessa, a partire da una struttura di governo che annovera M9 ed M9 District». Anche il sindaco Luigi Brugnaro è intervenuto sul tema: «La Casa dei tre oci non si tocca! Non è svendendo il patrimonio che si sistemano i bilanci, ma riorganizzando ed efficientando. La Fondazione si fermi, investiamo sulla cultura per rilanciare Venezia e l’Italia».

M9

«Al Consiglio generale dello scorso venerdì 8 maggio sono state esposte tre ipotesi operative - scrive la Fondazione -. Tra i tecnici, Tommaso Santini al quale era stata affidata l’analisi del patrimonio immobiliare, ha presentato una relazione con un focus particolare su M9». Ora la Fondazione, viene detto, valuterà cosa fare per rendere più efficiente la gestione del patrimonio tenendo conto del contributo in termini culturali che dà e vuole continuare a dare a tutto il territorio. «Il dossier predisposto da Santini - si ripete - in nessun punto parla di vendita ma solo di valorizzazione e a questo fine determina i valori di mercato degli immobili, per consentire di fare le scelte più opportune». 

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«Discussione pretestuosa»

Una ipotesi «senza fondamento», quella della vendita dei Tre Oci, secondo il presidente della Fondazione di Venezia Giampietro Brunello, «e inutilmente dannosa per la Fondazione perché non esiste, dal momento che a Santini era stato dato un incarico limitato alla valorizzazione del patrimonio immobiliare, e non è mai stata fatta una proposta di vendita al Consiglio generale». Il Consiglio è composto da Emanuela Bassetti, Carlo Boffi Farsetti, Francesco Borga, Agar Brugiavini, Michele Bugliesi, Marco Cappelletto, vicepresidente, Giuseppe Caracò, Paolo Costa, Giuseppe Fedalto, Alberto Ferlenga, Paola Marini, Luca Marzotto, Paolo Roberto Risotti, Angelo Tabaro.

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