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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Economia

Federalberghi: male la stagione turistica, l'unica eccezione è Jesolo

Anche a settembre si è confermata la tendenza dei mesi scorsi: le località balneari hanno arginato i danni, mentre gli alberghi delle città d'arte registrano dati estremamente negativi

Le presenze e i fatturati delle strutture turistiche del Veneto hanno registrato un forte calo in questa estate 2020, iniziata in ritardo dopo il lockdown e vissuta nell'incertezza e nei timori legati alla pandemia. I dati negativi in certi casi sono impressionanti e hanno causato la chiusura definitiva di alcune attività.

Federalberghi Veneto segnala a settembre un unico segno positivo a Jesolo, con un +7,7% dei fatturati negli hotel rispetto allo stesso mese del 2019. Un dato che comunque non pareggia i conti, visto che il calo medio dei fatturati da gennaio a fine settembre, lungo tutto il litorale, si assesta attorno al 50%. Non va meglio la montagna, con un calo complessivo di oltre il 60%, mentre il lago di Garda arriva a oltre -55%.

A soffrire di più sono le città d'arte, con fatturati a picco, sempre da gennaio a settembre, e diverse strutture costrette alla chiusura temporanea o permanente. Nei capoluoghi storici il dato medio dei fatturati si avvicina al -75% rispetto ai primi 9 mesi del 2019, con punte del 90% in alcune città. Secondo il presidente di Federalberghi Veneto, Marco Michielli, «servono aiuti a fondo perduto. In caso contrario, saranno molte le aziende a saltare, e con queste i posti di lavoro».

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