Operai del turismo al capannone del petrolchimico. Filcams: «A ottobre sarà il disastro»

Sostegni al reddito mai arrivati. Dipendenti a far camere in nero. Il delegato: «Nessuno ha pensato ora i guadagni enormi degli anni precedenti li ridistribuiamo». Venezia vuota. «Rimarrà la stagione più massacrante di sempre»

Il coordinamento Filcams al capannone del petrolchimico

Non sono operai del polo industriale di Porto Marghera quelli in assemblea mercoledì 8 luglio al capannone del petrolchimico, ma lavoratori del turismo. Delegati e iscritti Filcams, la sigla Cgil del commercio, degli alberghi, mense e servizi. È il segno dei tempi. Ieri le tute blu compatte e contrattualizzate a vita a rivendicare tutele e diritti, oggi gli addetti degli appalti e microappalti delle cooperative che sostengono l'universo dei servizi a persone e imprese. Ognuno con un rapporto d'impiego diverso dall'altro. Tutti nel pieno di una crisi che a settembre, ottobre, dice la segretaria della sigla veneziana Caterina Boato, rischia di diventare dramma. Intanto occorre che il governo blocchi tutti i licenziamenti, da qui a fine anno, andando oltre la data del 17 agosto inizialmente stabilita. Poi serve un tavolo territoriale per andare a capire come si stanno gestendo gli ammortizzatori sociali, cig (casse integrazioni), Fis (fondo integrativo per i contratti stagionali) e altri, secondo Monica Zambon della segreteria Cgil della Camera del lavoro metropolitana. Perché l'estensione "a pioggia" delle misure a sostegno del reddito a tutte le imprese, se da un lato è condivisibile, dice, in piena emergenza Covid, dall'altro rischia di diventare una regalia per le società che ne fanno ricorso in assenza di condizioni. E questo, dice Zambon, potrebbe aver rallentato tutto il percepimento della cassa stessa, visto che a qualcuno deve ancora arrivare. Ci sono lavoratori delle piccole cooperative sociali che figurando come soci non percepiscono nulla, vedi le scodellatrici delle scuole o le operaie pulitrici e della ristorazione dell'albergo ostello di San Servolo a Venezia. Al capannone non manca neanche la politica. C'è Monica Sambo del Pd, ci sono Michele Mognato e Gabriele Scaramuzza di Articolo Uno, provinciale e regionale. Delegati e addetti della sigla, presente anche il segretario generale della Camera del Lavoro Ugo Agiollo e Davide Camuccio della Filctem a rappresentare i "padroni di casa" del capannone del petrolchimico.

Servizi e commercio

Oscuri i tempi che Venezia sta attraversando. Estate piena. Calli e campi vuoti permettono di camminare senza difficoltà. Della ressa che stava uccidendo Venezia, e senza la quale per assurdo Venezia muore, dice Sambo, non c'è che il ricordo. Alberghi vuoti, tavoli ai ristoranti liberi, negozi senza clienti, banconi dei bar sgomberi: per chi lavora (ancora) nel turismo forse una delle stagioni più massacranti di sempre. Gli stagionali avranno lavorato talmente poco da rischiare di non percepire la disoccupazione. Per molti l'assegno della cassa integrazione è arrivato a maggio. Chi aveva risparmi li ha utilizzati, chi non aveva nulla ha chiesto aiuto al sindacato o ai colleghi. «Che senso ha mettere in cig (cassa integrazione) gli appalti della sanità pubblica? Le ragazze delle pulizie, gli operatori del centro prenotazioni, della ristorazione e della vigilanza?», chiede Zambon. Qui il servizio non è mai stato interrotto, dice. Ma la società Gpi, che ha appalti in tutta Italia, ha fatto ricorso al Fis mettendo i lavoratori a riposo e in difficoltà, visto che l'assegno che integra lo stipendio è più basso (80%), e ci ha messo tempo ad arrivare. L'azienda non ha anticipato niente, dice la sindacalista, pur avendo chiesto ad aprile scorso, ricorda il delegato del Cup dell'Ulss 3 Matteo Baffa. Oggi il Cup è tornato a funzionare in presenza. Ma la gestione delle prenotazioni ospedaliere ha sempre funzionato. «Certe casse sono state date senza criterio. Per un retail dell'aeroporto, rimasto chiuso e che non ha potuto beneficiare del Fis, sarebbe stato una boccata d'ossigeno, prima di arrivare alla chiusura», dice Zambon. Anche il commercio è in ginocchio, spiega Mognato che è lavoratore della Metro. Senza assegni di sostegno è rimasto circa il 10% degli operatori dei servizi, per Zambon, su una platea di 50 mila. Mentre trentamila sono gli stagionali delle spiagge a rischio. L'estate è perduta, anche se a Cavallino, Jesolo, Caorle, Bibione e Chioggia qualche tedesco e austriaco lo si vede. Per il resto tutto si concentra nei fine settimana e non prenota, dice Boato. «Non tutti hanno il coraggio di protestare e impugnare. Qualcuno preferisce aspettare. Perché c'è il timore di perdere il posto. C'è anche un aspetto intimo nella gestione del proprio rapporto di lavoro», chierisce Zambon.

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Musei

Negli alberghi anche le addette alle pulizie, che lavorano a rotazione, invece di aver meno lavoro hanno più problemi di prima. C'è tutta la partita della sanificazione, dell'igienizzazione da controllare e per cui il lavoro viene puntigliosamente controllato, racconta Bruno Biancon delegato Filcams Cgil all'hotel St. Regis della catena Marriott. «Il turismo deve arrivare, certo, ma non come è stato fino a oggi. Questa città è stata sfruttata calpestata. Quasi nessuno ha pensato che grazie agli enormi guadagni realizzati negli anni passati si sarebbe potuto anticipare qualche sostegno in più. Le nostre società non hanno detto: ora distribuiamo, è arrivato il momento della solidarietà». Scatta l'applauso. «Faccio manutenzione degli alberghi, dovevo esserci e non sono mai andato in cassa integrazione nel periodo di Covid - continua Biancon - Vedere la città riappropriata di spazi, territori e silenzi, mi ha fatto pensare. Vorrei un turismo sostenibile, un business sostenibile. B&b, alberghi, appartamenti non regolari e lavoratori invisibili non portano benessere, saccheggiano. Alla città non torna indietro niente. Chi comanda deve dare input». E Sambo chiede alla politica in carica di non perdere l'occasione per ripensare al futuro della città, a cominciare dai Musei, dove si è seguita la logica degli appalti al massimo ribasso e si continua con quella del mercato. Musei chiusi perché non conviene aprirli, ma sono servizi pubblici. Louvre, a Parigi, è ripartita. «Sono sempre stato di sinistra - racconta Massimo Bortoluzzi -. Lavoro all'hotel all'Angelo a Venezia. Non abbiamo avuto l'anticipo del Fis e l'Inps ha mandato il primo bonifico il 4 maggio. Mi dispiace, ma questo governo ha dimostrato inadeguatezza totale, questa non è cittadinanza. Qualcuno ha accettato di far camere in nero pur di prendere qualcosa. Bisogna pensare anche a chi vive in città: stipendi bassi non lo permettono. A Venezia serve un modello nuovo». E il sistema degli ammortizzatori sociali per Agiollo è tutto da rivedere. «Non può esserci una giungla di coperture. Le tutele vanno date a tutti, nello stesso modo: partite iva, stagionali e dipendenti delle piccole aziende».

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