Coronavirus: «In atto campagna negativa mondiale nei confronti del nord Italia»

Preoccupazione degli operatori economici veneti. Chieste misure di sostegno fiscale e il rinvio dei pagamenti. Prime risposte dal governo Conte. Italiani all'estero bloccati

Turisti a Venezia martedì mattina

Cancellano prenotazioni e soggiorni in Veneto e bloccano veneti e italiani che si trovano all'estero. Gli operatori economici e del turismo veneti pensano che una vera e propria campagna negativa nei confronti del nord Italia e dell’intero Paese stia passando attraverso i media mondiali, ad aggravare un quadro già difficile per via delle ordinanze restrittive contro la diffusione del coronavirus, in Veneto e Lombardia in particolare. Ne hanno parlato al tavolo con il governatore Luca Zaia e l'assessore regionale al Turismo Federico Caner, stamattina le associazioni di categoria e le parti sociali a Marghera, alla sede della protezione civile. 

«Ho già istituito un primo tavolo operativo per fronteggiare l’emergenza Coronavirus», ha detto Caner che guarda alla «prima industria del Veneto, il turismo, con oltre 70 milioni di presenze e 18 miliardi di fatturato». C'è una forte richiesta di ammortizzatori sociali per gli operatori dei servizi turistici. «Abbiamo già messo a punto le prime proposte da presentare al governo, al ministero competente e alla Farnesina – ha riassunto il referente delle politiche regionali per la promozione turistica e l’accoglienza – Il Veneto chiede ammortizzatori sociali anche per gli operatori del turismo, indicazioni omogenee e condivise e una campagna promozionale nazionale massiccia, una volta superata l’emergenza coronavirus. È inutile e dannoso - afferma Caner - imporre al personale di accoglienza negli hotel di indossare la mascherina: sono misure che non valgono nulla in termini di prevenzione dal contagio e producono solo danno all’immagine turistica del Veneto».

«Stiamo vivendo ore di estrema difficoltà per le imprese non solo nei comuni al centro dell’emergenza coronavirus ma, per quanto riguarda il Veneto, nell’intero territorio», scrive Mario Pozza presidente Unioncamere del Veneto. I settori più colpiti sono quelli che fino ad ora hanno trainato l’economia del Paese: turismo e manifattura, dice. Oltre a fronteggiare l’emergenza, spiega Pozza, occorre pensare subito a quello che dobbiamo fare domani per ripristinare le condizioni di normalità.

Le richieste: approvazione dei programmi speciali finanziati dalle imprese con il 20% del diritto annuale, che riguardano proprio l’internazionalizzazione, il turismo, la formazione e il lavoro per i giovani. Con questi le Camere di commercio potranno spendere immediatamente le risorse: in Veneto poco più di 22.500.000 euro nel triennio 2020-2022. Attivazione degli interventi di promozione economica, che sono urgenti e indispensabili. E infine, riguardo alle norme “tagliaspese”, che nel decennio appena trascorso hanno coinvolto anche le Camere di commercio e le loro unioni regionali, Pozza propone, ai ministri dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, e dell’Economia e Finanze Roberto Gualtieri, di destinare le somme da versare al bilancio dello Stato annualmente (nella nostra regione ammontano a 5,5 milioni all’anno) a programmi di intervento strategico a sostegno della competitività e della crescita del sistema economico, anche a fronte delle emergenze. «C’è bisogno di ripristinare una immagine internazionale favorevole alle nostre imprese, oggi gravemente compromessa».

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«Abbiamo chiesto la disponibilità a mettere sul piatto nuove coperture per ammortizzatori a sostegno delle imprese artigiane colpite dalle conseguenze del virus e dallo stop alle attività imposto dall’ordinanza - fanno eco il presidente e il segretario di Cna Imprese del Veneto, Alessandro Conte e Matteo Ribon che hanno incontrato martedì pomeriggio i rappresentanti dei due ministeri del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Nunzia Catalfo e Stefano Patuanelli, per affrontare le richieste già avanzate. In particolare: la sospensione di imposte e tributi, la sospensione dei pagamenti delle utenze (elettricità, gas, acqua, etc.); la sospensione di mutui, finanziamenti e premi assicurativi, dei contributi (Inps) e dei premi assicurativi (Inail). Sul fronte del lavoro autonomo invece Cna ha richiesto l'introduzione di un'indennità per i professionisti interessati dalla sospensione delle attività, mentre per il lavoro dipendente è stato richiesto il potenziamento degli strumenti previsti dalla normativa in materia di ammortizzatori sociali, anche per le aziende oggi scoperte, attraverso il potenziamento con risorse pubbliche dei fondi complementari di natura privatistica disposti dalla contrattazione collettiva.

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