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Martedì, 31 Gennaio 2023
Economia

Unicomm investe sul futuro: l'azienda riconosce un mese di maternità in più alle collaboratrici

I fratelli Cestaro: «Pensiamo che sia il modo più efficace per costruire un futuro migliore per tutti noi»

Il Gruppo Unicomm, associato a Selex Gruppo Commerciale, ha deciso di riconoscere un mese in più di congedo di maternità a carico dell’azienda a tutte le collaboratrici che diventeranno madri, a partire dal mese di gennaio 2023. Questa agevolazione va ad aggiungersi, naturalmente, ai 5 mesi di maternità cosiddetta “obbligatoria” a carico dell’Inps.

«Tante volte abbiamo letto o sentito dai media di donne che non sono state assunte per il timore che potessero avere figli. - spiegano Marcello e Mario Cestaro, titolari del Gruppo Unicomm - Noi abbiamo scelto di andare in controtendenza e di premiare invece chi ha il coraggio di investire sulla propria famiglia, perché pensiamo che sia il modo più efficace per costruire un futuro migliore per tutti noi».

Unicomm, sebbene sia ormai da diversi anni una importante realtà italiana della grande distribuzione organizzata, è ancora guidato dalla famiglia che ha fondato l’azienda nel secondo dopoguerra e oggi vede lavorare al suo interno la terza generazione dei Cestaro: a muovere i primi passi fu Antonio, il padre di Marcello e Mario, che aprì un piccolo magazzino all’ingrosso a Magrè, frazione di Schio. «Come ci avete sentito spesso ripetere in questi anni, tra i valori al centro dell’agire di Unicomm c’è quello della famiglia. - proseguono i fratelli Cestaro - Ed è un principio che applichiamo anche all’interno dell’azienda, che amiamo definire proprio una grande famiglia, perché crediamo che i rapporti umani e di fiducia abbiano un valore inestimabile non solo nella vita, ma anche per il successo stesso di un’impresa».

«Non è un caso che lo slogan di uno dei nostri marchi più importanti è "Con noi sei in famiglia". - aggiungono - Perché questi valori li vogliamo incarnare anche nella relazione con chi frequenta i nostri negozi nella quotidianità. Il valore della famiglia spesso è considerato "fuori moda", legato ad un tempo che è passato: noi crediamo invece che sia il più attuale di tutti e che possa essere ancor di più una guida in tempi complessi come quelli che stiamo vivendo».

Il Gruppo conta oggi su oltre 7500 collaboratori, dei quali più di 5000 sono donne, per cui questa misura potenzialmente si rivolge ad oltre il 65% dei collaboratori aziendali. Non solo, all’interno di Unicomm oltre il 60% delle donne utilizzano forme di lavoro part-time per la conciliazione vita-lavoro. Dati che sono in controtendenza rispetto alla situazione del Paese, visto che secondo i dati del Censis in Italia le donne che lavorano sono 9 milioni e 768.000 e rappresentano solo il 42,1% del totale degli occupati, sebbene siano il 51,3% della popolazione. Nel 2018, con un tasso di attività femminile al 56,2% siamo all’ultimo posto nel ranking dei paesi comunitari condotto dalla Svezia, ove il tasso di attività femminile è pari all’81,2%, e lontanissimi dall’obiettivo del 75,0% che si è dato l’Unione Europea per il 2020.

«Riconoscere il mese in più di congedo di maternità è una misura che abbiamo fortemente voluto come azienda. - conclude Giuseppe Curci, direttore risorse umane di Unicomm - Perché non ha solo un valore materiale e di sostegno a chi sceglie con coraggio di investire sul futuro della propria famiglia e della nostra comunità, ma vuole anche avere un significato simbolico in un Paese che troppe volte scarica sulle donne il peso della gestione familiare e della crescita dei figli. Siamo fortemente convinti che tra gli obiettivi di un’azienda ci debbano essere attività di responsabilità sociale come questa: le imprese sono parte della società e come tali devono contribuire alla crescita e al benessere del territorio».
 

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