Unità di crisi per l'economia di Venezia. Decreto ristori, lo scenario

Cna: «Delle aziende interessate oltre 5.800 sono artigiane e rappresentano con più di 20 mila addetti il 4,7 per cento del settore in Veneto»

Gelateria a Venezia

Il Pd lancia la proposta di un'unità di crisi per l’economia di Venezia. «In questo momento di emergenza sanitaria ed economica, riteniamo urgente e necessario che l’amministrazione comunale, maggioranza e opposizione, diano avvio a un confronto con le diverse categorie economiche e le rappresentanze sindacali - scrive Emanuele Rosteghin, consigliere comunale del Pd - Un tavolo in cui si mettano insieme proposte, istanze, competenze, risorse, agevolazioni per capire come affrontare la crisi economica che sta subendo chi vive e lavora nella nostra città e che rischia di veder colpito pesantemente il piccolo esercizio, come l'azienda con più dipendenti. In momenti drammatici come quello che stiamo vivendo è doveroso superare i contrasti di parte e lavorare per il bene comune», afferma assieme a tutto il gruppo consiliare, con l'intenzione di avviare il dialogo con la maggioranza nelle prossime ore.

Piccole imprese

Cna Veneto (Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa) traccia uno scenario possibile per la regione: «Il decreto Ristori potrebbe incidere su oltre 36 mila imprese e 199 mila addetti». All'indomani della presentazione del testo (che dovrà essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale) da parte del premier Giuseppe Conte Cna fa i conti con il supporto del centro studi sintesi di Mestre e a tracciare uno scenario possibile dell'impatto del provvedimento. Il numero maggiore è rappresentato da bar e ristoranti: in Veneto sono oltre 26 mila e impiegano oltre 144 mila addetti; seguono le strutture alberghiere (2.291 imprese e 23 mila addetti), palestre piscine e impianti sportivi (1.766 e oltre 4 mila addetti), discoteche e sale da gioco (1.309 con oltre 6 mila addetti) e agenzie di viaggi e tour operator (1.082 con oltre 4 mila addetti). 

Le imprese artigiane

Delle aziende interessate oltre 5.800 sono artigiane e rappresentano con più di 20 mila addetti il 4,7 per cento del settore in Veneto. Il numero più ampio è rappresentato da bar e ristoranti che sono oltre 4 mila con oltre 17 mila addetti, seguono i tassisti con 1.186 imprese e 1.774 addetti e le attività artistiche e culturali con 421 imprese e oltre 700 addetti. «Ci auguriamo che quanto assicurato dal governo possa tradursi in realtà – dichiara il segretario della Cna del Veneto Matteo Ribon – vale a dire che i ristori per le attività colpite possano essere immediati e proporzionati alla situazione economica attuale. Se dovessero arrivare misure ancora più stringenti è necessario prevedere un piano d'azione anche con le parti sociali».

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