Lunedì, 15 Luglio 2024
Economia

In Veneto evasi 13,8 miliardi di imponibile

La nostra Regione, secondo l'ufficio studi della Cgia di Mestre, risulta comunque tra le più "fedeli" al Fisco

«Abbiamo finalmente cancellato l’evasione fiscale?». La domanda-provocazione l’ha lanciata l'ufficio studi della Cgia di Mestre che, sulla base dei dati presentati nelle settimane scorse dal ministero dell’Economia e delle finanze (Mef) e dall’Agenzia delle Entrate, ha ricordato che l’anno scorso a livello nazionale l’erario ha incassato, rispetto al 2021, 68,9 miliardi in più di entrate tributarie e contributive, ha recuperato 20,2 miliardi di evasione e ha "bloccato" 9,5 miliardi di frodi.

Questo maggior gettito, pertanto, ammonta complessivamente a 98,6 miliardi di euro. Un importo che ha una dimensione leggermente inferiore alla stima dell’evasione fiscale e contributiva presente in Italia che, secondo le stime, ammonterebbe attorno ai 100 miliardi di euro.

Veneto "virtuoso"

Sebbene gli ultimi dati disponibili dell’Istat siano riferiti al 2020, anno fortemente condizionato dall’emergenza pandemica, «la percentuale dell’economia non osservata sul valore aggiunto regionale registrava le soglie più elevate nel Mezzogiorno. Se in Sicilia si attestava al 16,8 per cento, in Puglia al 17 per cento, in Campania al 17,7 per cento e in Calabria che, con il 18,8 per cento, continua a essere la regione più a rischio evasione d’Italia. Le realtà più fedeli al fisco, invece, erano la provincia autonoma di Trento con il 9 per cento, la Lombardia con l’8,4 per cento e, la meno interessata dal fenomeno, la provincia autonoma di Bolzano con un’incidenza dell’8,2 per cento».

Il Veneto, invece, si colloca nella parte più virtuosa della graduatoria. Nel 2020, al pari dell’Emilia Romagna, registrava una percentuale di economia non osservata sul valore aggiunto regionale pari al 10,1 per cento che, in termini assoluti, corrispondeva ad un imponibile evaso pari a 13,8 miliardi di euro. «Sempre avvalendosi della incidenza dell’economia non osservata sul valore aggiunto regionale, a livello nazionale solo il Friuli Venezia Giulia (9,4 per cento), la Lombardia (8,4 per cento) e il Trentino Alto Adige presentavano nel 2020 un tasso inferiore al nostro».

Tornando alla domanda iniziale, «possiamo pertanto affermare che abbiamo azzerato l’evasione? - si chiede la Cgia - Certamente no, sebbene abbiamo imboccato la strada giusta per la sua progressiva riduzione. Infatti, una quota preponderante dei 68,9 miliardi incassati in più sono riconducibili al buon andamento dell’economia verificatasi l’anno scorso che include un importo ascrivibile agli effetti della compliance fiscale. Dunque, possiamo dire che un fondo di verità c’è».

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