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Versalis, i sindacati uniti scrivono a Renzi: "Serve un incontro"

Cgil, Cisl e Uil hanno preso carta e penna per invitare il presidente del Consiglio ad interessarsi della questione del petrolchimico di Porto Marghera: "C'è forte preoccupazione"

"Forte preoccupazione" e l'unica soluzione possibile al momento sembra un incontro con il presidente del consiglio Matteo Renzi per discutere quanto prima della situazione di Versalis. Questo è quanto chiedono i sindacati FILCTEM CGIL, FEMCA CISL, UILTEC UIL, all'indomani dell'annuncio da parte di Eni della cessione del 70% delle quote della società di Porto Marghera. Di seguito la lettera con l'invito a Renzi:

"Egregio Presidente,

ENI ha recentemente ribadito, attraverso l’Amministratore Delegato De Scalzi, la volontà di concentrare le proprie attività sulla ricerca, produzione ed estrazione di petrolio e gas, uscendo di fatto dal controllo prima di SNAM e poi da SAIPEM come annunciato recentemente con l’intervento del Fondo Strategico di Cassa Depositi e Prestiti, e annunciando l’ipotesi di cessione della quota di maggioranza di VERSALIS (chimica) e notizie sempre più diffuse dicono anche di GAS & POWER (parte Retail). 

Queste scelte comportano come conseguenza una presenza industriale di ENI nelle sole attività di estrazione del nostro paese, tra l’altro fortemente in difficoltà in questa fase e di cui non è ben chiaro il futuro, mentre la raffinazione di prodotti petroliferi sembra anch’essa non fare più parte del core-business. 

In particolare la possibile cessione della quota di maggioranza e quindi il controllo delle attività chimiche di VERSALIS, rischia a nostro avviso di mettere in discussione gli assetti produttivi e l’occupazione di un settore giustamente considerato strategico a livello europeo per l’industria manifatturiera. 

VERSALIS per quasi un ventennio non ha avuto un vero Piano Industriale, anzi abbiamo assistito al susseguirsi di cessioni, chiusure, joint-venture fallite, che hanno pesantemente dilapidato un patrimonio produttivo e occupazionale tra i più importanti e qualificati del mondo: nel 2012 è stato presentato un Piano Industriale che finalmente affrontava le questioni dell’efficientamento e ammodernamento degli assetti impiantistici e dei business, in particolare puntando su quello della chimica verde, seppur attraverso riorganizzazioni e ristrutturazioni, con investimenti per circa 1,6 miliardi, di cui ad oggi realizzati solo circa 400 milioni. 

Proprio sulla chimica verde si è riposizionata la nuova strategia di VERSALIS, un settore in grande crescita e che riveste grande importanza sul piano della ricerca, della innovazione e per la creazione di una nuova filiera produttiva e occupazionale, con la riconversione di due siti, P.Torres e Porto Marghera e Gela, il cui progetti però sono rimasti a metà. 

Le scriventi Federazioni Nazionali esprimono forte preoccupazione per le possibili conseguenze di queste scelte che rischiano di far venir meno il ruolo industriale di ENI, di cui è stata sempre uno degli assi portanti, e del ruolo sociale indiscusso che ha avuto nella sua storia in particolare in importanti aree del paese. 

FILCTEM CGIL, FEMCA CISL, UILTEC UIL, fortemente contrarie a che questa prospettiva si realizzi, sono a chiedere un suo gentile interessamento alle questioni sollevate unitamente ad un incontro urgente al fine di poter esprimere queste preoccupazioni e mettere in evidenza le ragioni che stanno portando in queste settimane la categoria ad iniziative di sciopero e manifestazioni".


 

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