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Economia Marghera / Porto Marghera

Vertici Eni convocati al Mise dopo la richiesta di Marcato: «Non c'è chiarezza sul cracking»

«Abbiamo chiesto al ministro Giancarlo Giorgetti assoluta chiarezza sul futuro di Porto Marghera». Sindacati: «I progetti di riconversione si sono arenati e stanno perdendo pezzi»

Il ministero dello Sviluppo economico ha convocato i vertici Eni sul futuro del cracking di Porto Marghera. Lo ha fatto dopo aver incontrato in videoconferenza gli assessori regionali Roberto Marcato del Veneto, Guido Guidesi della Lombardia e Vincenzo Colla dell'Emilia Romagna. «Sono fortemente preoccupato – ha affermato Marcato – perché non c’è chiarezza nel piano industriale di Eni Versalis. La Regione del Veneto ha bisogno di conoscere il piano in dettaglio. È necessario capire quali sono gli eventuali investimenti e gli eventuali interventi per capire qual è il futuro dell’impianto di cracking. Oppure serve capire quali sono le vere alternative e quali risposte intenda dare la proprietà in termini di occupazione. Abbiamo chiesto al ministro Giancarlo Giorgetti di avere assoluta chiarezza su questi punti - ha concluso l’assessore -. Il ministro e il viceministro si sono impegnati a convocare a breve l’azienda per chiarire la situazione. Sono risposte essenziali per il futuro di Porto Marghera e per l’economia del Veneto, e abbiamo bisogno di certezze».

Il 9 marzo scorso i segretari sindacali dei chimici veneziani Davide Camuccio della Filctem Cgil, Giuseppe Callegaro della Femca Cisl e Cristian Tito per la Uiltec Uil, avevano parlato delle loro preoccupazioni a Marcato. «I progetti di Eni sulla riconversione - avevano detto - si sono arenati e stanno perdendo pezzi. Siamo convinti sia necessario incontrarsi al ministero per definire le vere intenzioni della società in merito alla sua permanenza a Venezia». Un anno fa l'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, aveva detto al sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, che entro un anno sarebbe stato definitivamente fermato il cracking di Marghera. Non un abbandono definitivo dell'area da parte di Eni, era stato precisato, ma un piano di investimenti nella logica della riconversione ambientale ed energetica. «Porto Marghera resterà il pilastro centrale della strategia di trasformazione di Eni», aveva detto due mesi dopo Giuseppe Ricci, direttore generale Energy Evolution di Eni, alla Camera. «È un trentennio che Eni ripete di avere progetti su progetti - commentano i sindacati assieme ai colleghi delle altre due regioni collegate al Veneto per la fornitura di etilene e propilene, Lombardia ed Emilia Romagna - Il risultato è che sta per chiudere il più grande polo chimico industriale d'Italia». 

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