Arlecchino e le sue disavventure in scena per la stagione estiva al Goldoni

La commedia dell'arte sul palco con personaggi rivisitati ed esilaranti. Il pubblico tra le scenografie, le corde e le luci

Ammicca ai turisti ma è soprattutto una delizia per "locali": torna Arlecchino a teatro, più divertente che mai con due spettacoli che resteranno in programmazione per tutta l'estate al teatro Goldoni. Le rappresentazioni ("Il figlio di Arlecchino perduto e ritrovato" e "Arlecchino e l’anello magico") sono due canovacci goldoniani di commedia dell’arte, scritti originariamente in francese e tradotti per la prima volta in italiano dal regista Marco Zoppello. Un riadattamento che porta sul palco grande freschezza e provoca un'ilarità irrefrenabile.

Stagione estiva a teatro

La première delle "disavventure di Arlecchino" andata in scena ieri ha dato il via alla stagione estiva del teatro veneziano, che per quattro mesi consecutivi, dal 28 giugno al 18 ottobre, si trasforma in un’antica sala da spettacolo per ospitare il pubblico tra le scenografie, le corde, le luci e le azioni dei personaggi (vedi date e orari). Sul palco Stefano Rota nel ruolo di Arlecchino, che ai tempi dell’autore fu di Carlo Bertinazzi. Un Arlecchino anomalo, non più “gatto” ma “cane”, per la precisione Carlino, in onore della somiglianza della maschera col muso dell’animale che proprio dall’attore ha preso il nome. Al suo fianco i giovani attori professionisti della Compagnia del Teatro Stabile del Veneto, parte del progetto TeSeO-Teatro Scuola e Occupazione realizzato in collaborazione con la Regione Veneto.

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Spettacolo "popolare"

La scelta della commedia dell’arte, che da oltre quattro secoli con i suoi colori e le sue maschere dialoga con spettatori di qualsiasi nazionalità, e l’introduzione dei sovratitoli in inglese e francese rendono lo spettacolo accessibile a spettatori da tutto il mondo. «È uno spettacolo al servizio degli operatori turistici -  ha spiegato il presidente del Tsv, Giampiero Beltotto -. Da veneziani, proponiamo uno spettacolo popolare pensato da veneziani e rivolto a migliaia di persone provenienti da tutto il mondo».

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