Cinema Trans-queer

Riceviamo e pubblichiamo:

"In occasione della mostra “Dancing with Myself”, 4 giornate di incontri e proiezioni di documentari incentrati sulle identità di genere, orientamento sessuale e rappresentazione del corpo.


A cura del MIT – Movimento Identità Trans di Bologna, in collaborazione con Divergenti – Festival Internazionale del Cinema Trans, e a cura del Centro di Documentazione “Flavia Madaschi” Cassero LGBT Center di Bologna in collaborazione con Gender Bender Festival.

Bookshop a tema a cura della Libreria MarcoPolo, Venezia.
Ingresso libero sino a esaurimento posti.

Da martedì 2 a venerdì 5 ottobre, il Teatrino di Palazzo Grassi presenta Cinema Trans-Queer, un ciclo di proiezioni e incontri incentrati sulle identità di genere, di orientamento sessuale e sulle nuove rappresentazioni del corpo, a cura del MIT – Movimento Identità Trans di Bologna, in collaborazione con Divergenti – Festival Internazionale del Cinema Trans, e del Centro di Documentazione “Flavia Madaschi” Cassero LGBT Center di Bologna con Gender Bender Festival.

L’appuntamento si inserisce nel programma di incontri, proiezioni e performance che riflettono sul tema dell’identità, attorno al quale ruota la mostra “Dancing with Myself” a cura di Martin Bethenod e Florian Ebner, in corso sino al 16 dicembre a Punta della Dogana.

Nelle prime due giornate, martedì 2 e mercoledì 3 ottobre, saranno presentati quattro documentari che, attraverso racconti personali e collettivi da tutto il mondo, ricostruiscono senso e significato della storia trans. Le opere saranno introdotte da Mario Di Martino, direttore artistico di Divergenti – Festival Internazionale di Cinema Trans e vice-presidente del MIT – Movimento Identità Trans di Bologna, e Porpora Marcasciano, presidente onorario del MIT – Movimento Identità Trans di Bologna.

Gli appuntamenti successivi, giovedì 4 e venerdì 5 ottobre, saranno dedicati a una serie di tre documentari che indagano più nello specifico la rappresentazione del sé, tra ironia ‘camp’ ed estetica ‘kitsch’, nella cultura underground delle comunità LGBT statunitensi ed europee. La selezione è curata dal Centro di Documentazione “Flavia Madaschi” Cassero LGBT Center di Bologna in collaborazione con Gender Bender Festival.

Martedì 2 ottobre dalle ore 18.00 saranno proiettati in successione Screaming Queens: the riot at Compton's Cafeteria di Susan Stryker e Victor Silverman (2005, USA, 57’), che narra il primo atto di resistenza di trans e drag queen nei confronti della polizia statunitense, e The life and death of Marsha P. Johnson di David France (2017, USA, 105') una delle più celebri modelle di Andy Warhol e cofondatrice di “Gay Liberation Front” e “S.T.A.R.” (Street Transvestite Action Revolutionaries).

Mercoledì 3 ottobre, sempre alle 18.00, sarà la volta di Una nobile rivoluzione di Simone Cangelosi (2014, Italia, 85'), il film che racconta la storia di Marcella Di Folco, musa di Fellini e prima transessuale eletta in una carica pubblica, scomparsa nel 2010. A seguire, La persona De Leo N. di Alberto Vendemmiati (2005, Italia, 85'), proiettato alla presenza della sua protagonista, Nicole De Leo, presidente del MIT di Bologna. Ambientato in una Venezia surreale, il documentario spiega cosa significa avere scelto di essere Nicole, dal coming out, agli interventi chirurgici.

Giovedì 4 ottobre, l’appuntamento è alle 18.00 con Shakedown di Leilah Weinraub (2018, USA, 72'), opera che, attraverso la vicenda dello storico strip-club black-lesbo di Los Angeles, disegna il sistema di una piccola comunità come flusso continuo di denaro, inteso quale simbolo dello scorrere dell’energia.

Venerdì 5 ottobre, la rassegna si conclude con due titoli che si succederanno sugli schermi del Teatrino a partire dalle 18.00: Kiki di Sara Jordenö (2016, Svezia-USA, 96'), incentrato sulla cosiddetta ‘scena Kiki’, ovvero la cultura delle competizioni di ballo nelle nuove generazioni LGBTQ tra problemi quotidiani e movimenti di resistenza, e The Legend of Leigh Bowery di Charles Atlas (2002, USA, Francia-Gran Bretagna-Danimarca, 83'), un ritratto intimo, costruito attraverso interviste, della drag queen Leigh Bowery, un mito nella Londra degli anni Ottanta.

Gli appuntamenti dedicati alla mostra “Dancing with Myself” proseguono sabato 13 e domenica 14 ottobre, invadendo anche gli spazi di Punta della Dogana con una performance live di due giornate di Prinz Gholam, duo coreografico tedesco, che fa eco all’uso del corpo, riscontrato negli artisti presenti in mostra. Similitude, questo il titolo, si terrà tra le sale espositive dell’ex Dogana del Mar durante l’orario di apertura al pubblico. In questa occasione l’ingresso al museo sarà ridotto per tutti i visitatori e gratuito per gli studenti iscritti presso gli atenei veneti.


CALENDARIO DELLE PROIEZIONI E SINOSSI DEI DOCUMENTARI

Martedì 2 ottobre, a partire dalle ore 18

Screaming Queens: the riot at Compton's Cafeteria, 2005, USA, di Susan Stryker e Victor Silverman, 57'
Lingua: inglese con sottotitoli in italiano

Il documentario racconta la storia, sconosciuta ai più, del primo atto di resistenza militante negli Stati Uniti da parte di donne transessuali e drag queen per affermare i propri diritti di esseri umani. Nel 1966 a San Francisco, tre anni prima della rivolta al bar Stonewall Inn di New York, parte della comunità LGBT+ oppone resistenza all’atteggiamento persecutorio della polizia presso la Compton’s Cafeteria nel Tenderloin, dove era solita ritrovarsi a tarda notte.

The life and death of Marsha P. Johnson, 2017, USA, di David France, 105'
Lingua: inglese con sottotitoli in italiano

Marsha P. Johnson è stata una donna, nera, trans, gay, sex worker, regina del Village, modella per Andy Warhol, drag, nonché personaggio centrale all’interno della comunità LGBT statunitense, cofondatrice del “Gay Liberation Front’” e fondatrice, insieme all’amica Sylvia Rivera, dell’organizzazione per la non conformità di genere per gay e trans, “S.T.A.R.” (Street Transvestite Action Revolutionaries). Questo documentario celebra la sua vita e la sua eredità, contestando la decisione della polizia di archiviare come suicidio la sua morte, avvenuta nell’estate del 1992.

Mercoledì 3 ottobre, a partire dalle ore 18
Alla presenza di Nicole De Leo, Presidente del MIT – Movimento Identità Trans di Bologna

Una nobile rivoluzione, 2014, Italia, di Simone Cangelosi, 85'
Lingua: italiano con sottotitoli in inglese

Il primo film documentario sulla vita di Marcella Di Folco, leader del MIT e del movimento LGBT italiano, scomparsa nel settembre 2010. Marcella ha avuto molte vite, una maschile e una femminile: negli anni Sessanta lavora al Piper e conosce Fellini, che le affida i primi ruoli nei suoi film e la introduce alla carriera cinematografica con i più grandi maestri del cinema neorealista italiano. Nel 1980, dopo un viaggio a Casablanca, si trasferisce a Bologna dove intraprende la carriera politica, prima transessuale al mondo a essere eletta a una carica pubblica e simbolo delle lotte per i diritti civili in Italia e all’estero.

La persona De Leo N., 2005, Italia, di Alberto Vendemmiati, 85'
Lingua: italiano con sottotitoli in inglese

Ambientato nell’atmosfera di una Venezia surreale con le sue maschere, il film racconta le vicende che seguono la scelta di ESSERE Nicole, divenuta poi presidente del MIT nel 2016. Dal coming out in famiglia, all’iter per la riassegnazione chirurgica del sesso: un percorso lungo e faticoso, ma soprattutto fiero e visibile, che attraversa le relazioni, il corpo, la vita.

Giovedì 4 ottobre, a partire dalle ore 18

Shakedown, 2018, USA, di Leilah Weinraub, 72'
Lingua: inglese con sottotitoli in inglese

Ambientato nella discoteca black-lesbica underground di Los Angeles da cui il film prende il nome, Shakedown è il primo documentario dell’artista e regista Leilah Weinraub. Attraverso le vicende delle tre donne che lo gestiscono, in un gioco tra voyeurismo e fantasia, la regista racconta gli aspetti più oscuri, giovani e veloci della cultura della danza negli strip club lesbo neri cittadini. Allo stesso tempo indaga gli aspetti di un’economia che si basa sul denaro, considerato nella sua forma materiale, simbolica e funzionale all’interno di una piccola comunità, tutta nera e tutta femminile. Il passaggio di denaro, scambiato e passato di mano in mano nel mondo, diventa una metafora dell’energia: dalla costumista alla guardia di sicurezza, dai mecenati ai figli del danzatore, il film sottolinea la natura simbiotica di come le cose funzionino in un sistema.

Venerdì 5 ottobre, a partire dalle ore 18

Kiki, 2016, Svezia-USA, di Sara Jordenö, 96'
Lingua: inglese con sottotitoli in inglese

Diversi anni dopo il pionieristico documentario Paris is Burning, del 1990, Sara Jordenö ci riporta alle feroci battaglie di Voguing e alle spettacolari performance drag, ambientate a New York. Una nuova e differente generazione di giovani LGBTQ dà vita a una subcultura artistica e attivista, chiamata la “scena Kiki”, nello spazio sicuro delle loro Ballroom. La Ball Culture, infatti, è un insieme di persone raggruppate in “Houses” (famiglie) che si sfidano partecipando a “Balls” (competizioni) suddivise in categorie. La concorrenza tra le ‘’Houses’’ richiede leadership, pratica scrupolosa e prestazioni ottime. Ma oltre all’aspetto artistico di questo tipo di danza contemporanea, il film racconta la quotidianità dei giovani LGBTQ alle prese con la disoccupazione, la malattia e i pregiudizi denunciati da movimenti come “Black Lives Matter” e “Trans rights”.

The Legend of Leigh Bowery, 2002, USA, Francia-Gran Bretagna-Danimarca, di Charles Atlas, 83'
Lingua: inglese (no sottotitoli)

Il documentario racconta la breve e folgorante parabola di Leigh Bowery (1961-1994), drag queen, stilista, club promoter, creatore di originali performance artistiche e punto di riferimento della scena underground londinese degli anni 80. Il regista, che è stato suo amico e collaboratore, ne restituisce un ritratto intimo, attraverso interviste e testimonianze di amici e parenti, in cui emerge una personalità vulcanica che continua a influenzare oggi molti giovani talenti nel campo della moda, dell’arte e del design. Anche in vita Bowery ha avuto un impatto straordinario sulla cultura e controcultura. Cofondatore di Taboo, uno dei più famosi night club londinesi del suo tempo, frequentato da personaggi come Boy George o Vivienne Westwood, che condividevano con lui il gusto del trasformismo, Bowery è stato musa del pittore Lucian Freud, collaboratore del ballerino e coreografo Michael Clark, cantante nello scandaloso gruppo “Minty” e instancabile innovatore, fino alla sua tragica morte a 33 anni, conseguenza dell’AIDS".

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