La star Gaga si toglie la maschera alla sua prima da attrice: «Con Bradley ero vulnerabile»

Arrivati mano nella mano al Lido e tutti gli occhi sono per loro, i protagonisti di "A star is born". Sfida vinta? «Sì, se c'è qualcuno che crede in te»

Foto Massimo Tommasini

Lady Gaga così al naturale non l'avete mai vista. Via il trucco, via gli outfit stravaganti, resta comunque il mito. Come popstar ha conquistato il mondo e ora si cimenta nella sua prima esperienza da attrice: è la protagonista di "A star is born", remake del film omonimo girato nel 1937 da Wellman. Un esordio anche per Bradley Cooper, per la prima volta dietro alla macchina da presa, oltre che protagonista maschile. Con due così la pellicola è già un successo. Grandi applausi per loro in sala stampa e continui scambi di apprezzamenti. «Per vincere una sfida c'è bisogno di qualcuno che creda in te», ripetono entrambi. Nel film Jackson Maine, star del cinema e della musica country, aiuta Ally, aspirante cantante e attrice, a trovare la fama, e i due si innamorano. Poi, mentre la carriera di lei spicca il volo, l'età e l'alcolismo dell’altro inviano la sua vita in una spirale discendente.

Un sogno avverato

Gaga "nuda", dicevamo. «Con Bradley mi sono sentita completamente vulnerabile. Quando ci siamo incontrati lui aveva già lo struccante in mano, mi ha tolto il makeup dal viso, voleva che rimanessi senza. Era qualcosa che mi spaventava, ma mi sono anche sentita libera. Una grande sfida per me, ma lui e tutta la squadra erano dalla mia parte. Ed è una gran cosa lavorare con persone migliori di me, lui lo è, ha un talento incredibile. Ho imparato tanto e ho coronato il mio sogno di diventare attrice».

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È nata una star

Cinema e musica si sovrappongono in continuazione. A ispirare Cooper come regista più di ogni altra cosa è stato un concerto dei Metallica a cui ha assistito dal backstage. Si trovava alle spalle del batterista Lars Ulrich: «Ho pensato che quel punto di vista era fantastico, che era come inquadrare la rockstar sul palco, e che nei film è un po' come essere sempre sul palco». Gli spunti più interessanti di "A star is born", effettivamente, arrivano da lì: macchina da presa sempre sullo stage e stretta su bocca, dita, strumenti, con lo spettatore proiettato dentro l'adrenalina del live. Per il resto la regia fa il suo dovere, anche se la storia e i caratteri abbondano di cliché. Dirigere Gaga è stato così: «Lei era come una superstar sul palco, è un'artista incredibile e mi ha fatto sentire a mio agio - conclude Cooper - Ed è il motivo per cui siamo qui oggi».

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