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Venezia74 chiude senza le "solite" polemiche: Del Toro mette d'accordo critica e pubblico

"The Shape of Water" si candida anche agli Oscar. La Mostra del cinema va a gonfie vele: +14% di biglietti venduti. Tra le scommesse vinte la sezione dedicata alla realtà virtuale

A suffragare il successo della 47esima edizione della Mostra del cinema di Venezia ci saranno i numeri di ieri e i numeri di domani. Una delle soddisfazioni del presidente della Biennale e del direttore artistico della kermesse, Paolo Baratta e Alberto Barbera, è che i dati dei biglietti staccati per le proiezioni in sala sono migliorati rispetto a 12 mesi fa e, soprattutto, a vincere il Leone d'Oro è un film che potrebbe fare il pieno anche nei cinema (oltre che forse agli Oscar). Spazzate via le diatribe del day after che spesso hanno riportato d'attualità la sempre latente frattura tra premi della critica e pubblico mainstream. "The Shape of Water" di Guillermo Del Toro sembra proprio accontentare tutti, anche se Alberto Barbera domenica ha confidato che il Leone d'Oro per il miglior film è stato assegnato a larga maggioranza ma non all'unanimità. Perché il livello medio - è stato sottolineato - delle pellicole in gara era molto alto. 

I DATI DELLA KERMESSE 

La domenica che segue la cerimonia di chiusura costituisce anche il momento in cui si affastellano dati e confronti rispetto alle previsioni della vigilia. Anche da questo punto di vista c'è di che sorridere per la Biennale: sono state 170mila le presenze in sala, con un incremento del 14% sul 2016 con 75mila biglietti venduti, inoltre 4.500 accreditati hanno partecipato al Venice Virtual Reality dal 31 agosto al 5 settembre. Gli abbonati sono lievitati del 15%, così come gli accreditati sono aumentati di un quinto.

LE SCOMMESSE VINTE

Tra i punti interrogativi più grandi c'era "Ammore e malavita" dei Manetti Bros in concorso, ma secondo Barbera la pellicola è stata capita anche da un pubblico non italiano. Inevitabile anche una domanda sulla mancata Coppa Volpi per Donal Sutherland, dopo che alla vigilia della chiusura della kermesse è stato annunciato per lui un Oscar alla carriera. Ma secondo Barbera ciò non avrebbe influito sulla giuria. Di sicuro, come sottolineato anche dal presidente della Biennale Paolo Baratta prima dell'annuncio del Leone d'Oro, si tornerà a puntare sempre di più nelle prossime edizioni sulla realtà virtuale e sull'isola del Lazzaretto Vecchio. 
 

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