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Morto il regista Ermanno Olmi, nel 2008 Venezia gli assegnò il Leone d'oro alla carriera

Un argento e un oro nel 1987 e nel 1988, poi il prestigioso tributo consegnatogli da Celentano. Lutto nel mondo del cinema per la perdita di un professionista originale e sperimentatore

E' morto ad Asiago il regista Ermanno Olmi. Aveva 86 anni, era nato il 24 luglio 1931 a Bergamo. Regista autodidatta, pioniere nel campo del documentario, creatore di un linguaggio personale e fuori da ogni schema fin da opere come ''Il tempo si è fermato'', ''I recuperanti'' e la ''Circostanza''. E' stato uno sperimentatore incessante e ha portato per la prima volta al cinema il dialetto come lingua (''L'albero degli zoccoli'') e i grandi miti della tradizione cristiana (''Cammina cammina'').

I Leoni

Alla Mostra del Cinema di Venezia aveva ottenuto prestigiosi riconoscimenti: Leone d'Argento con "Lunga vita alla signora" (1987), storia di una vecchia e potente dama che riunisce a cena nel suo castello i notabili del luogo con l'unico scopo di riverirla. Quindi il Leone d'Oro grazie a "La leggenda del santo bevitore" (1988), destinato al mercato internazionale, tratto dall'omonimo racconto di Joseph Roth, con Rutger Hauer nella parte di un barbone alcolizzato aiutato dalla Grazia. Vent'anni più tardi la consacrazione: nel 2008 Venezia gli tributò il Leone d'Oro alla Carriera, consegnatogli direttamente dalle mani di Adriano Celentano. Tornerà al Lido nel 2011, più trionfante che mai con "Il villaggio di cartone", presentato proprio in occasione della 68^ edizione della Mostra.

Gli ultimi giorni

Il regista, bergamasco di nascita ma altopianese di adozione, è deceduto la scorsa notte all'ospedale di Asiago. Il suo ricovero è avvenuto tre giorni fa in seguito all'aggravarsi della malattia che l'aveva minato tempo fa. Gli sono stati vicino fino all'ultimo i figli Andrea e Fabio e la moglie Loredana. Una grande perdita per il mondo del cinema. Tra i primi a ricordarlo il presidente della Biennale, Paolo Baratta, e il direttore Alberto Barbera: "Piangiamo oggi la perdita di una delle personalità più importanti del cinema e della cultura italiana del dopoguerra”.

Zaia: "Perdiamo un grande cantore"

“Il Veneto perde un eccezionale cantore della sua gente e della sua terra. Ermanno Olmi ci ha lasciato proprio nell’anno conclusivo del centenario della Grande Guerra, abbandonando quei verdi prati dell’Altopiano di Asiago che aveva scelto come ‘buen retiro’ e come luogo e immagine-simbolo per siglare, con il suo “Torneranno i prati”, tutto il dolore e la disumanità della guerra e la speranza nell’avvento della pace”. Così il presidente del Veneto si stringe al dolore dei famigliari, degli amici e di quanti hanno conosciuto e amato il registra. “Ho avuto la fortuna di incontrarlo più volte – ricorda - era una persona di un carisma unico e di una grande forza morale, sempre coniugata con una grande serenità interiore e uno stile di signorile discrezione. E’ stato il poeta delle nostre terre, della civiltà contadina di cui era figlio autentico, un cantore del lavoro e dei valori forti delle persone semplici, immortalati nell’Albero degli Zoccoli".

"Il pensiero corre all’affresco in ‘bianco e nero’ dei suoi documentari sulla montagna dolomitica di fronte all’avventura dalla prima elettrificazione, al profondo rapporto tra uomo e natura cantato nei “Segreti del bosco vecchio”, alla drammatica spontaneità di lingua e di vita de “I recuperanti”, al lirismo con cui ci ha accompagnato, nei “Cento Chiodi”, lungo il magico corso del Po, simbolo stesso della vita, alla ‘pietas’ impastata di saggezza ed empatia con cui ha saputo rileggere ‘La leggenda del santo bevitore’”. “Olmi, con la sua cinepresa ha dato volto, voce e colore ai valori più profondi del popolo, a quella religiosità fatta di cose semplici e di esperienza quotidiana – prosegue il governatore del Veneto – lasciandoci in eredità emozioni, sentimenti e riflessioni di intatta e perenne freschezza. Grazie Ermanno, continuerai a vivere nel cuore dei veneti, solido come la montagna che ti ha accolto e ispirato come mistico interprete”.

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