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Una scena di Tutti a Casa

Una scena di Tutti a Casa

"Tutti a casa", la Mostra del Cinema apre con uno dei grandi capolavori di Comencini

La kermesse lagunare in questo modo vuole celebrare il centenario dalla nascita del regista, mancato nel 2007. Appuntamento martedì 30 agosto alla sala Darsena del Lido di Venezia

Sarà dedicata al grande regista Luigi Comencini, mancato nel 2007, in occasione del centenario della nascita, la tradizionale serata di pre-apertura di martedì 30 agosto della 73esima Mostra del Cinema di Venezia, che si terrà nella Sala Darsena al Lido. Sarà proiettato, in un restauro digitale a cura di Filmauro e CSC - Cineteca Nazionale di Roma, il capolavoro di Comencini "Tutti a casa", del 1960, con Alberto Sordi, Serge Reggiani, Carla Gravina ed Eduardo De Filippo, prodotto da Dino De Laurentiis, sceneggiato da Age e Scarpelli e premiato all’epoca con due David di Donatello e un Nastro d’argento.

Il restauro viene presentato in prima mondiale ed è stato realizzato in 4K a partire dai negativi originali messi a disposizione da Filmauro. Le lavorazioni in digitale sono state eseguite al laboratorio Cinecittà Digital Factory di Roma. Il ritorno in pellicola 35 millimetri è stato realizzato dal laboratorio capitolino Augustus Color. La 73esima Mostra del Cinema di Venezia si terrà al Lido dal 31 agosto al 10 settembre, diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale presieduta da Paolo Baratta.

"Tutti a casa" è uno tra i più celebri e riusciti esempi di ciò che ha reso immortale la commedia all’italiana: l’impasto di comico e drammatico, di vero e grottesco, di coraggio e voglia di sopravvivere. Comencini, con la complicità autobiografica dei due grandi sceneggiatori Age e Scarpelli e con le amare risate provocate da un grandissimo Alberto Sordi, racconta tutto il caos dell’8 settembre 1943, quando con l’armistizio di Badoglio i soldati del re e del duce furono abbandonati a se stessi, tra mille paure. Nel film Alberto Sordi, al telefono sotto il tiro dei tedeschi, chiede ai superiori: “Signor colonnello, sono il tenente Innocenzi, è successa una cosa straordinaria, i tedeschi si sono alleati con gli americani. Cosa dobbiamo fare?”.

Tutti a casa è un film “on the road” lungo l’Italia disastrata e confusa di quel periodo, quando i soldati non ebbero più ordini e ciascuno decise di tornare al suo paese: tutti a casa, appunto. Nella vicenda, il sottotenente Alberto Innocenzi (Sordi), abituato a obbedire e a non contraddire, viene abbandonato dai suoi soldati e si mette in fuga dal nord al sud con l’amico ulceroso, il geniere Ceccarelli di Napoli (Serge Reggiani). Incontra i tedeschi desiderosi di rappresaglie che gli sparano addosso, vede l’odissea di una ragazza ebrea in fuga (ci rimette la pelle un giovane soldato veneto), conosce un prigioniero americano nascosto in soffitta, si ricongiunge col padre (Eduardo De Filippo), che vorrebbe rimandarlo nelle file fasciste, fino al riscatto finale durante le 4 giornate di Napoli. Comencini dichiarò all’epoca: “L’8 settembre la gente fu abbandonata a se stessa, ed era questo che volevo descrivere”. Il film fu premiato da un grande successo popolare, con oltre un miliardo di vecchie lire al box office.

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