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© La Biennale di Venezia

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Cala il sipario sulla Mostra del Cinema, il Leone d'oro al filippino "The Woman who Left"

Ad aggiudicarsi la Coppa Volpi come miglior attrice è stata Emma Stone, tra gli uomini ha trionfato Oscar Martinez, per "El Ciudadano Ilustre". Ma il primato è tutto per Lav Diaz

È calato il sipario sulla 73esima Mostra del Cinema, dopo 11 giorni caratterizzati da un viavai di star al Lido, tra attori più o meno affermati e vere e proprie celebrità consacrate del grande schermo. Sabato sera è stato il momento dei premi, quando a volte il curriculum e la carriera può anche non bastare. Tra le previsioni degli ultimi giorni, tra chi vedeva favoriti gli americani, chi invece gli europei, ad aggiudicarsi il Leone d'Oro è stato il film "The Woman who Left" ('Ang Babaeng Humayo'), diretto da Lav Diaz. Un lungometraggio da 226 minuti: "E' bellissimo questo Leone d'Oro - ha commentato - va al popolo filippino e alla sua lotta".

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Non solo il miglior film. Perché come per ogni edizione della kermesse  lidense sono stati assegnati anche i riconoscimenti per i migliori attori, la Coppa Volpi per l'interpretazione femminile e maschile. A trionfare tra le donne, ottenendo grandissimo consenso tra la critica e la giuria è stata Emma Stone per l'interpretazione in "La La Land": "E'  stato un sogno che si è avverato - ha dichiarato in collegamento esterno la star di Hollywood - poter cantare e ballare per la gente è un sogno". Tra gli uomini, invece, per la palma di miglior interprete, l'ha spuntata Oscar Martinez, protagonista di "El Ciudadano Ilustre" di Mariano Cohn e Gastòn Duprat: "Questo è un premio dal valore incommensurabile, perché iin questo paese, grazie a una costellazione incredibile di geni e artisti, è stato prodotto del Ventesimo secolo. Ringrazio anche i registi di questo film. Per ultimo, chiedo di dividere questo premio con mia moglie e le figlie. Senza di loro tutto questo non sarebbe stato possibile".  Il leone d'argento, gran premio della giuria, è stato vinto da Tom Ford (molto applaudito), regista di "Nocturnal Animals": "Io mi sono trasferito in Italia nel lontano 1990 e  ho vissuto molti dei migliori anni della mia vita qui. L'Italia per me è una seconda casa - ha dichiarato - Ho un bellissimo ricordo della Mostra del cinema di Venezia che ha accolto con calore il mio primo film. Questo premio è un sogno. Era un sogno tornare qui. Il mio grazie più sincero".

Tra i sette premi assegnati dalla giuria di Venezia73, capitanata da Sam Mendes, Paula Beer si è accaparrata il premio Marcello Mastroianni come migliore attrice emergente. Il premio speciale della Giuria, invece, è stato assegnato a The Bad Batch di Any Lily Anirpour (premiata da Laurie  Anderson). Molto emozionata, la regista ha dichiarato che "tutto ciò è psichedelico. Se mia madre e mio padre fossero qui amerebbero questo 'cavolo' di evento". Il riconoscimento come miglior sceneggiatura è andato a "Jackie" di Pablo Larrain. Una delle pellicole favorite della vigilia, caratterizzata da una splendida interpretazione di Natalie Portman. Il Leone d'Argento come migliore regia è stato assegnato ex aequo a Amat Escalante per "La Region Salvaje" e ad Andrei Konchalovski con "Paradise".

Il miglior film di Orizzonti è "Liberami" di Federica Di Giacomo, mentre la miglior regia è stata di "Home" di Fien Troch. Premio speciale della giuria di Orizzonti è andato a "Biig Big World" di Reha Erdem. Miglior attrice invece è stata di "The Fury of a Patient Man". Miglior attore è stato decretato Nuno Lopes, che ha recitato in "Sao Jorge", "La Voz Perdida" firmata da Marcelo Martinessi ha vinto la categoria del miglior cortometraggio di Orizzonti. Il premio opera prima, infine, è stato assegnato a "The Last of Us" di Luigi De Laurentiis.

GLI ALTRI PREMI - Oltre alle premiazioni principali, la Biennale, come ogni anno, ha deciso di assegnare numerosi riconoscimenti collaterali, tra i quali si segnalano quelli per i migliori registi emergenti, per le migliori opere prime, nonché i premi assegnati dal pubblico e da numerose fondazioni partner della Mostra. Ecco le principali assegnazioni:

Premio Arca CinemaGiovani
Miglior film italiano: Orecchie di Alessandro Aronadio
Miglior film in concorso: Arrival di Denis Villeneuve

Premio Civitas Vitae
a Piuma di Roan Johnson

Premio del Pubblico - Circolo del Cinema di Verona – 31. Settimana internazionale della critica
a Los nadie (The Nobodies) di Juan Sebastián Mesa

Premi Fedeora (Federazione dei Critici Europei e dei Paesi Mediterranei)
Miglior film: The Road to Mandalay di Midi Z
Miglior regista esordiente: Amanda Kernell per Sameblod (Sámi Blood)
Miglior attrice: Ashleigh Cummings per il film Hounds Of Love di Ben Young
Miglior film europeo: Ne gledaj mi u pijat (Quit Staring at My Plate) di Hana Jušic

Premio Fondazione Mimmo Rotella
a James Franco e Ambi Pictures per il film In Dubious Battle
a Paolo Sorrentino e Jude Law per la serie The Young Pope
a Roan Johnson e Lucky Red per il film Piuma

Premio Future Film Festival Digital Award
a Arrival di Denis Villeneuve
Menzione Speciale: Voyage of Time: Life’s Journey di Terrence Malick

Premio Giovani Giurati del Vittorio Veneto Film Festival
a El Ciudadano Ilustre di Mariano Cohn e Gastón Duprat

Premio Leoncino d'Oro Agiscuola
Leoncino d’oro: Na mlijecnom putu (On the Milky Road) di Emir Kusturica
Segnalazione Cinema for UNICEF 2016: Paradise di Andrei Konchalovsky

Premio NuovoImaie Talent Award
Miglior attore esordiente: Daniele Parisi in Orecchie di Alessandro Aronadio
Miglior attrice esordiente: Camilla Diana in Tommaso di Kim Rossi Stuart

Premio Soundtrack Stars
a L’estate addosso di Gabriele Muccino

Premio Sorriso Diverso Venezia 2016 - Ass Ucl
Miglior film italiano ex aequo a:
Questi giorni di Giuseppe Piccioni
Il più grande sogno di Michele Vannucci
Miglior film straniero a:
Ang Babaeng Humayo (The Woman Who Left) di Lav Diaz

LE PREVISIONI DELLA VIGILIA - A festival chiuso, sono ormai passati tutti i film, l'interrogativo è: prevarrà una scelta cinefila o meno? Che faranno insomma l'eclettico presidente Sam Mendes e soci? Se dovessero ascoltare l'accoglienza di critica, pubblico e appetibilità agli Oscar non hanno che da scegliere nel pacchetto Usa dove, tra i sette film in concorso, troviamo "La la land", "Nocturnal", "Animal" e "Jackie". Se invece dovessero far prevalere il cuore cinefilo non hanno che da scegliere tra "Paradise", alla vigilia in pole position, "Frantz" e "Arrival". Infine, se dovessero fare una scelta di mezzo, ecco arrivare il film argentino "El ciudadano ilustre". Tra le attrici in pole position ci sono sicuramente Natalie Portman, alias Jakie Kennedy, ma anche la protagonista di "Pardise", Julia Vysotskaya, mentre sul fronte del premio all'interpretazione maschile buone possibilità per Oscar Martinez e Jake Gyllenhaal.

I FILM

"La la land" di Damien Chazelle è una rivisitazione pop-romantica della stagione d'oro del musical americano. Musica jazz, e non solo, per raccontare nelle città dei sogni, Los Angeles, quanto è difficile avere successo ed amare. Perfetto per Oscar, Leone e sala, ma anche amato dai critici.

In "Nocturnal animals" di Tom Ford c'è invece tutta la vendetta in un manoscritto da parte di un ex marito. Thriller esistenziale, con ammiccamenti a Lynch, ma anche con la deriva glamour di un regista che viene dalla moda. Il film è tratto da Tony & Susan del newyorkese Austin Wright.

"Jackie" di Pablo Larrain racconta una first lady dalle molte facce. Così almeno ce la descrive Larrain in questo film con la Portman protagonista assoluta. Sicuramente Jackie era vanitosa, abbastanza cinica poi nel privato, quanto falsamente ingenua nel pubblico. Una donna di potere attenta a curare la sua immagine. Il lungometraggio, questa è la vera sfida solo parzialmente vinta da Larrain, racconta poi un periodo davvero breve della vita di Jackie; i quattro giorni a partire da poco prima l'assassinio del presidente JFK.

"El ciudadano ilustre" di Mariano Cohn e Gaston Duprat ha messo d'accordo tutti, pubblico e critica, con le disavventure di uno scrittore argentino Daniel Mantovani, famoso per aver vinto il Premio Nobel, che ritorna dopo quaranta anni a Salas, il paesino in cui è cresciuto. Qui ad attenderlo ci saranno proprio quei personaggi a cui ha ispirato i suoi romanzi. Ma ora questi ultimi si ribelleranno con effetti comici.

"Frantz" di Francois Ozon, film in bianco e nero, e con alcuni sprazzi di colore, ci porta nel 1919, in una cittadina della Germania. Una ragazza, Anna, ogni giorno va a piangere sulla tomba del suo fidanzato Frantz caduto al fronte in Francia. Un giorno, sulla stessa tomba, arriva un ragazzo francese a portare fiori sempre al caduto. Su questa piccola trama Ozon tira fuori un drammone, già messo in scena da Ernst Lubitch ("L'uomo che ho ucciso"), pieno di colpi di scena e di sentimenti.

Infine "Paradise" di Andrei Konchalovsky. Tre personaggi, in cerca di pace con se stessi, si confessano in un ambiente asettico, raccontano la loro vita e le loro ragioni. Una sorta di limbo in bianco e nero con la storia di questi tre destini e delle loro coscienze post mortem, destinati fatalmente a incontrarsi durante la seconda guerra mondiale fin dentro i campi di concentramento nazista. Film fatto di sfumature, ma non di rimpianti, vede questi personaggi perseguire il loro personale paradiso che nessuno alla fine raggiunge.

E l'Italia? Con la delusione prima di "Piuma" di Roan Johnson e poi di "Questi giorni" di Giuseppe Piccioni, solo "Spira mirabilis" di Massimo D'Anolfi e Martina Parenti sembra avere una speranza, anche solo per il suo evidente lato sperimentale.

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