Content | Context, la prima mostra personale a Venezia dell'artista Marco Sgarbossa

In occasione della sua prima personale in Laguna, ed in concomitanza con la 57° edizione della Biennale di Venezia, l’artista Marco Sgarbossa presenta un’installazione site-specific accompagnata da una serie di stampe realizzate ad hoc per lo spazio. Le opere in mostra compongono un piccolo percorso attraverso il quale l’artista esplora i significati politici, estetici ed umani legati ai concetti di appropriamento e decontestualizzazione.

Elemento principale della mostra è Untitled (untitled). L’installazione è composta da un green screen, strumento che rimanda ad una realtà costruita, alla manipolazione di immagini e contenuti. Al suo interno un cumulo di sassi, una porzione di suolo proveniente dalla Libia. Su un piano concettuale il green screen può essere visto come uno strumento di decontestualizzazione, ma anche come un mezzo dove far veicolare i propri interessi. Soggetti e oggetti vengono rimossi dal contesto originale e collocati in ambienti diversi a seconda degli obiettivi da raggiungere. Cosi per analogia le operazioni di compositing vengono accostate alle operazioni commerciali, militari ed umanitarie svolte all’interno ed ai confini del territorio Libico.

L’installazione acquista cosi significati geopolitici, evoca interessi economici e scontri di potere, è un chiaro riferimento al presente ma allo stesso tempo rimanda al passato. L’installazione mette in dubbio la memoria collettiva dello spettatore e invita a riflettere sulle implicazioni sociali ed economiche che derivano dalle relazioni tra Superpotenze e “stati risorsa”. Cosi i sassi posizionati all’interno del green screen si ritrovano in un Metaspazio fatto di possibilità, in cui il “possibile” non coincide con il “reale”.

Quest’opera è posta in dialogo con una serie di foto estrapolate da Google Earth che proseguono ed allargano la riflessione sul concetto di “spostamento” come forma di “appropriazione”. Ruotando una sezione delle immagini in mostra, l’artista compie degli “esercizi di spostamento”. Un porto industriale, un impianto di raffinazione ed una costa, all’apparenza semplici fotografie aeree del paesaggio libico, si mostrano per la loro vera natura: luoghi nevralgici in cui risorse, persone ed interessi internazionali entrano in contatto.

Marco Sgarbossa (1990) vive e lavora tra Padova e Venezia. Completato gli studi nel 2014 presso la Comics di Padova ha studiato Concept Design alla Concept Design Academy di Pasadena, California nel 2015. Attualmente frequenta il corso di Arti Visive presso lo IUAV di Venezia. Questo background gli ha permesso di adottare un approccio multidisciplinare al suo lavoro, muovendosi liberamente tra installazioni, performance e videoart. Tra le mostre più importanti la collettiva Elements, Anima Mundi, Venezia (2017), la personale Fiabe per Adulti, Galleria Double Room, Trieste (2016) il progetto pubblico The Billboard Creative, Los Angeles (2016) curato da Mona Kuhn e la collettiva Hard, Exact Science Gallery, Los Angeles (2015).

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