Cultura

Biennale Architettura, chiude Common Ground. Baratta: "Resterà nella storia"

Sono stati oltre 178.000 i visitatori (4,7% in più rispetto al 2010), di cui quasi la metà giovani e studenti, la XIII Biennale Architettura diretta da David Chipperfield e dedicata alla ricerca del terreno comune

 

Pubblico più numeroso e di qualità, fatto in gran parte di esperti, giovani e studenti: chiude i battenti con oltre 178.000 visitatori (4,7% in più rispetto al 2010), di cui quasi la metà giovani e studenti, la XIII Biennale Architettura che il direttore David Chipperfield ha scelto di dedicare al 'Common Ground', la ricerca del terreno comune. Un tema che ha riscosso successo da parte del pubblico e non solo, ma che segna anche l'inizio di una nuova era rispetto all'idolatria delle 'archistar', al dominio incontrastato del singolo talento usato per stupire, dell'architettura buona "a fare spettacolo" ma fuori da ogni contesto sociale e urbano. "Questa Mostra resterà nella storia della Biennale - afferma il presidente Paolo Baratta, tracciando il bilancio delle oltre 12 settimane di esposizione -. Il valore e l'importanza del messaggio di Chipperfield rappresentano un salto di qualità". E a sottolineare l'importanza di questa edizione, che ha visto la partecipazione di 55 Paesi, la Biennale ha deciso che nel Giardino delle Vergini all'Arsenale non venga smontata ma resti fino alla prossima Mostra la struttura di Alvaro Siza, l'architetto portoghese Leone d'oro alla carriera 2012: l'allestimento, che si snoda fra gli alberi, é un omaggio all'intricato tessuto urbano di Venezia.
 
 
 
"Architettura è anche collaborazione e dialogo tra società e architetti, è l'impegno di condividere il nostro Common Ground con gli altri", spiega Chipperfield che non nasconde la grande soddisfazione per essere riuscito ("c'é voluta una vera e propria operazione militare") a organizzare in poco tempo insieme alla Biennale un evento così importante. Operazione riuscita, quindi, per Chipperfield, che ha invitato architetti famosi e meno famosi non intenzionati "a farsi autopromozioné come in una fiera commerciale", ma a discutere fra loro e a parlare anche "con il resto del mondo" di Common Ground. Quanto alle critiche, Chipperfield le giudica "periferiche" e tutto sommato prevedibili: "critiche che vanno al cuore del malinteso sull'architettura - osserva il direttore - Il problema non è come l'architettura deve apparire e il glamour che ha, ma di che cosa si deve occupare e che direzione sta prendendo". Per molti la Biennale Architettura è quindi "un appuntamento ineludibile", sottolinea il presidente Baratta, che in un anno difficile di crisi ha registrato più visitatori ("la crisi ha inciso sul calo dei visitatori 'normali', ampiamente compensato però dall'incremento di giovani e studenti, pari al 48% del totale), oltre 3.000 giornalisti accreditati (+30%), un pubblico più qualificato e un' eccezionale attenzione dei media italiani e internazionali. "Senza common ground non ce la facciamo", è la conclusione del presidente della Biennale Paolo Baratta, che tra i politici nazionali e locali vede "finalmente serpeggiare" la formula dello sviluppo zero nel consumo del territorio: "I volumi esistenti sono più che sufficienti, quindi quelli futuri non dovranno consumarne di nuovo, ma semmai liberarlo".
(ANSA)
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