Cultura

Biennale di Architettura al via da sabato: venduti 5mila biglietti, ma «speriamo in più visite in futuro»

La 17ª edizione della Mostra partirà con il freno a mano tirato sul fronte delle presenze nelle prime settimane, ma si tratta di una circostanza ampiamente preventivata

Cicutto a sinistra, Sarkis a destra (foto Biennale)

«Non possiamo giudicare questa Biennale dai numeri». Con queste parole il presidente Roberto Cicutto ha inaugurato oggi la conferenza stampa di presentazione della 17ª Mostra Internazionale di Architettura, affiancato dal curatore Hashim Sarkis. «Molto dipenderà dalle possibilità di movimento nei prossimi mesi, ci auguriamo che l'andamento dell'epidemia, che pare in miglioramento, permetta un movimento maggiore e anche più visite. L'augurio è che presto i Paesi oltreoceano possano muoversi con facilità per farci visita», ha detto Cicutto. Di certo, un primo traguardo significativo è la presenza, in laguna, dei responsabili delle installazioni, architetti e commissari da tutto il mondo.

I primi numeri della Biennale di Architettura

La Biennale ha aperto i propri cancelli ieri per il primo giorno di preview nelle sedi storiche ai Giardini e all'Arsenale, e fino a domani sarà aperta solo per giornalisti e addetti ai lavori. Da sabato prossimo, 22 maggio, invece, comincerà ad accogliere turisti e amanti dell'architettura. Ad oggi sono circa 5000 le persone che hanno acquistato il biglietto, un numero sicuramente inferiore rispetto all'edizione 2019 e alle precedenti, ma comunque positivo, ha spiegato Cicutto, se si considera il particolare momento storico in cui viene organizzata, in presenza, la Mostra. Per la pre-apertura, invece, si sono accreditate circa 7000 persone, delle quali 2500 straniere; 1100 sono giornalisti, 600 italiani e 500 dall'estero.

Per questa edizione della Biennale di Architettura, il 96% degli studi di architettura presenti è alla prima partecipazione, solo 16 avevano già presenziato ad almeno una edizione. Di questi, 12 sono under 35 e 35 under 40; 43 arrivano dall'America (29 solo dagli Stati Uniti), 55 dall'Europa (2 italiani), 8 dall'Africa, 12 dall'Asia e 5 da Paesi arabi.

«La mostra pone una domanda aperta, "Come vivremo insieme", - è intervenuto Sarkis sui contenuti della Mostra - pesata sulle 5 scale (le aree tematiche, ndr) che l'architettura e altre arti hanno cercato di affrontare: esseri umani, comunità emergenti, insediamenti, confini e pianeta. Spero sia chiaro - ha quindi precisato - che si tratta di gruppi tematici che si sovrappongono». Poi un appunto sui pochi progetti e le molte installazioni presenti: «Credo sia più importante catturare l'esperienza del progetto».

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