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Sabato, 13 Agosto 2022
Cultura Dorsoduro / Fondamenta Salute

I devoti prendono d'assalto la Salute, affluenza da record nella Basilica

Rare volte si sono registrate folle del genere per la ricorrenza della Madonna della Salute. I tempi di crisi e la bella giornata hanno aiutato. Il patriarca: "Festa religiosa molto sentita"

Tanta gente come oggi forse non si era forse mai vista. La splendida giornata di sole ha aiutato, certo, ma veneziani e non hanno voluto ancora una volta chiedere la protezione della Madonna della Salute anche perché questi sono tempi "instabili". Specie dal punto di vista occupazionale. La disoccupazione ("la nuova peste", come l'ha ribattezzata la presidente della Provincia Francesca Zaccariotto) galoppa. Anche in area lagunare. La tradizione, quindi, è stata rinverdita come ogni anno, tanto da sorprendere anche il patriarca Francesco Moraglia, alla sua "prima volta" alla Salute: "Mi avevano detto che è una festa religiosa molto sentita dal popolo", ha commentato.

 

E' la stessa folla di gente che ha assiepato la scalinata della basilica a testimoniarlo. Messe dalle 8 di mattina fino alle 22 di stasera, a ogni ora. Alle 10 la celebrazione di monsignor Moraglia, che nella sua omelia ha sottolineato come il benessere dell'uomo non sia "solo fisico". "E' importante la dignità della vita, e non possiamo non essere preoccupati rispetto a situazioni che sono rimandate nella loro soluzione - ha spiegato - Ci sono famiglie che non sanno a chi rivolgersi e dove andare per arrivare a fine mese". Dall'altare ha chiesto protezione: "La carissima Madonna della Salute, la nostra Capitana da Mar che dall'alto della cupola della Basilica, costruita nell'estrema punta del sestiere di Dorsoduro, domina il bacino di San Marco, vegli incessantemente sulla città e sulla Chiesa di Venezia in questo tempo di crisi e di sofferenza, soprattutto per i più poveri e per quanti rischiano di perdere il lavoro. Sì, la Madonna della Salute - ha affermato Moraglia durante l'omelia - ci benedica e ci accompagni in questo anno difficile per tante famiglie, per tanti papà e tante mamme, per tante persone che si sentono sole".

Per questo si prega. Si chiede aiuto. Per riprendersi un posto di lavoro o per riuscire ad andare avanti. Se nel 1630 i veneziani festeggiarono per la prima volta la "sconfitta della peste", la devozione per la Madonna della Salute non è scemata nei secoli. Anzi. Immancabili poi i tipici dolci veneziani e la "castradina", una zuppa a base di castrato di montone affumicato e verze che da sempre caratterizza la festa. Molte le trattorie e i ristoranti che la propongono nel menu.

La leggenda vuole che durante la pestilenza la carne salata e affumicata fosse infatti uno dei pochi alimenti di cui poterono cibarsi gli abitanti del capoluogo lagunare. Al Quadri di piazza San Marco si propone fino alle 24 una versione "riveduta" della specialità, voluta dallo chef stellato delle Calandre Massimiliano Alajmo. Una versione da passeggio, "da mangiare con le mani", della tradizionale ricetta.

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