Cultura

Dialogo Venezia-San Pietroburgo: le opere mai uscite dalle sale dell'Ermitage al Candiani

Artisti, principi e mercanti nasce dalla collaborazione tra Muve e la fondazione russa, che si arricchisce di una seconda mostra, questa volta in laguna: Futuruins

La presentazione della mostra al Candiani

Oltre 70 opere opere provenienti dall'Ermitage di San Pietroburgo, di cui 20 dipinti dei grandi maestri veneti. Un dialogo tra disegni e opere dei musei civici veneziani e alcuni capolavori che per la prima volta "escono" dall'imponente collezione russa, una delle più importanti al mondo. Da Veronese a Tiziano, da Tiepolo a Canaletto e Guardi: sono questi alcuni dei nomi presenti nella nuova mostra ospitata al Centro culturale Candiani di Mestre, presentata lunedì mattina alla presenza della direttrice e della presidente della fondazione Musei Civici, rispettivamente Gabriella Belli e Maria Cristina Gribaudi e del direttore dell'Ermitage di San Pietroburgo Michail Piotrovskij. Presente anche il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro.

Venezia e San Pietroburgo

Venezia e San Pietroburgo. Artisti, prîncipi e mercanti: questo il nome dell'esposizione, che aprirà i battenti martedì 18 dicembre e resterà aperta al pubblico fino al 24 marzo. Si tratta comunque solo della prima parte del dialogo tra Venezia e Russia, che prosegue anche in laguna a Palazzo Fortuny, con la mostra Futuruins. Oltre 250 opere in questo caso, di cui 80 dal grande museo pietroburghese: dall'antichità all'arte contemporanea, per riflettere sul senso e su significati delle rovine. Così come sulla costruzione del futuro attravrso la consapevolezza del legame con il passato.

Artisti, prîncipi e mercanti

La mostra al Candiani, curata da Irina Artemieva e Alberto Craievich documenta non solo i percorsi che hanno condotto l'arte della Serenissima nel museo russo, ma anche gli inediti intreci culturali tra le raccolte delle due città. Fu in particolar modo il '700 il secolo d'oro della passione russa per l'arte veneziana, secolo in cui mediatori consigliavano negli acquisti la casa imperiale e i nobili russi. A testimonianza di ciò sono i 20 dipinti dei maggiori artisti veneti dal XVI al XVIII secolo (Tiziano, Tintoretto, Veronese, Canaletto, Tiepolo, Guardi e Bellotto), ognuno dei quali riassume un episodio specifico nella formazione della raccolta veneziana del museo russo. Alcuni dipinti sono notissimi, altre sono delle novità, come la singolare coperta di Spinetta di Jacopo Tintoretto. La mostra si chiude poi con un omaggio a San Pietroburgo e ad uno dei suoi principali artefici, l'architetto bergamasco Giacomo Quarenghi tanto amato da Caterina II.

Futuruins

La mostra Futuruins, in programma a Palazzo Fortuny dal 19 dicembre al 24 marzo 2019, illustra i significati assunti dalle rovine attraverso i secoli attraverso un percorso di oltre 250 opere. In linea con la tradizione, sono presenti anche una serie di lavori appositamente pensati per la mostra, in grado di offrire stimoli alla riflessione sul presente. Sono le opere di Franco Guerzoni, Christian Fogarolli, Giuseppe Amato, Renato Leotta e Renata De Bonis. Quest'ultima con "Sounds after Caspar David Friedercch. The Dreamer" ha voluto captare i suoni odierni del luogo immortalato dal grande artista tedesco nel celebre dipinto "Il sognatore", uno dei capalovari giunti dall'Ermitage per questa mostra.

Confronto tra antico e moderno

«Abbiamo la fortuna di essere al centro di una storia antica e di poterla ammirare nelle sue espressioni artistiche più elevate, che in queste esposizioni diventano stimolo per una profonda comprensione del presente e sollecitano il nostro impegno per il futuro. - ha commentato Gribaudi - Fortificare il legame tra città lagunare e terraferma è tra le volontà della fondazione Musei Civici, tra i suoi obiettivi c'è consolidare la collaborazione con le più importanti istituzioni culturali internazionali». Le ha fatto ecco la direttrice Belli: «Le due mostre sono impostate sul confronto tra antico e moderno, tradizione e cambiamento. Il filo conduttore è la comparazione fra secoli oppure fra forme d'arte diverse com'è stato per il vetro e la pittura. Il dialogo, in questo caso, per quanto împari, è fra due istituzioni che siglano una nuova stagione di scambi e collaborazione».

Amicizia operativa

«Quella che abbiamo instaurato con l’Ermitage è un’amicizia operativa - ha esordito il sindaco Brugnaro - perché ci sta dando l’opportunità di avere oggi in mostra dei capolavori che non sono mai usciti da San Pietroburgo. Una mostra di questo prestigio si sarebbe potuta fare tranquillamente a Palazzo Ducale, ma abbiamo invece voluto omaggiare Mestre e la terraferma, in continuità con il percorso culturale e artistico che abbiamo intrapreso con la Fondazione Musei Civici, a partire dalla mostra su Klimt».

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