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Palazzo Ducale ha la sua pralina: "Incontro tra patrimonio veneziano e pasticceria" VIDEO

 

Palazzo Ducale ha il suo cioccolatino. È stata presentata mercoledì, nel suggestivo contesto della Chiesetta del Doge, la nuova pralina ispirata al Palazzo dei Dogi, simbolo del potere della Serenissima, creata ad hoc per la Fondazione Musei Civici di Venezia da Exquisita, azienda di Rovereto specializzata nella progettazione di cioccolati e lievitati di alta gamma.

Cultura e pasticceria si fondono

L’evento, svoltosi alla presenza del Direttore Muve, Gabriella Belli e l’Amministratore Unico di Exquisita, Walter Tomio, ‘creatore’ del delizioso ‘dolcetto’, ha di fatto sancito l’avvio della partnership tra la Fondazione e la storica azienda di Rovereto che si configurerà nel sostegno, in qualità di sponsor tecnico, in occasione di alcune inaugurazioni di mostre o altri eventi istituzionali. "Si tratta di un nuovo modo di comunicare l’amore per la bellezza - hanno ricordato Belli e Tomio - che si manifesta attraverso l’incontro tra la straordinarietà del patrimonio culturale veneziano da un lato e l’arte pasticcera e culinaria dall’altro, oltre che un nuovo capitolo che s’inserisce a pieno titolo nelle attività di valorizzazione delle alte produzioni artigianali del territorio".

La pralina ai raggi X

La pralina di Palazzo Ducale, che nel corso dei prossimi mesi si potrà trovare presso le caffetterie dei Musei Civici (ma sarà fin d’ora disponibile nei canali di distribuzione Exquisita), si ispira al ruolo di ‘ponte’ tra Oriente ed Occidente, che la città di Venezia esercita tutt’oggi, sia alla ‘stratificazione’ di quei sorprendenti elementi costruttivi che la costituiscono e che ne fanno uno dei luoghi più belli e suggestivi al mondo. Gli ingredienti, quasi come un gioco al caleidoscopio, mirano a restituire l’immagine e la grandezza della Città attraverso un amalgama dal sapore unico: si va dall’arancia, frutto giunto dall’Oriente attraverso la via della seta, ma che ha trovato una sua ‘dimora’ accogliente nel Mediterraneo, alla mandorla, altro dono orientale, passando poi per la nocciola, arrivata dall’Asia Minore, ma che ha trovato nella penisola italica una culla confortevole, fino al pepe di Sichuan, nativo dell’omonima regione cinese, bacca ‘intrigante’, per concludere in ‘bellezza’ con il cacao, che rappresenta "l’occidente spostato più ad ovest", attraverso il quale si è inteso porre Venezia ‘al centro’ tra i due differenti universi narrativi di Oriente ed Occidente.

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