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"Venezia sempre più capitale della cultura": a San Servolo c'è il gotha della fotografia VD

Lunedì a San Servolo inizia "Venezia Photo". Eventi e masterclass. Sterminato elenco di star. Benedusi: "Propongo un biglietto d'ingresso da 500 euro per poter visitare la città"

Un evento che, secondo l'intento degli organizzatori, nei prossimi 5 anni diventerà sempre più grande e capillare in centro storico. Ma già ora, al suo esordio, "Venezia Photo" è un bel vedere: ventiquattro masterclass, di 4 o 6 giorni, tenute da alcuni luminari della disciplina che spazieranno nei vari ambiti del settore. In ballo ci sono nomi di caratura internazionale, che a San Servolo (non solo contenitore di eventi in questo caso, ma anche promotrice della kermesse con San Servolo srl, in collaborazione con “Les Rencontres d’Arles" e Adap, con il patrocinio di Oliviero Toscani) dal 19 febbraio al 5 marzo racconteranno a professionisti e appassionati la loro carriera e i loro studi: tra gli altri Eric Lafforgue, Serge Ramelli, Julien Mignot, Stéfanie Renoma, Lee Jeffries, Eric Bouvet, Formento e Formento, Jean-Christophe Béchet, Sylvie Hugues, Nicolas Guérin, Ambroise Tézenas, Peter Lindbergh, Oliviero Toscani, Yann Arthus-Bertrand, Peter Knapp. Si contano già oltre 200 iscritti, provenienti da diversi paesi europei; resta ancora qualche posto libero per l’ultima settimana di corsi, a cavallo tra febbraio e marzo. 

Tutte le informazioni sul sito ufficiale dell'evento

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Lunedì mattina "Venezia Photo" è stata presentata a Ca' Farsetti. Presenti la vicepresidente della Commissione consiliare Cultura, Deborah Onisto, in rappresentanza dell’amministrazione comunale, l’amministratore unico di San Servolo srl, Andrea Berro, Alexandre de Metz, in rappresentanza dell'Associazione per la diffusione dell’arte fotografica (Adap) di Lione e i maestri fotografi Settimio Benedusi, Laurent Dequick e Peter Knapp. "Questo è un evento in grado di attirare turismo di qualità in città - ha dichiarato Deborah Onisto - in linea con la campagna #EnjoyRespectVenezia". La kermesse si ripromette di mettere solide radici in laguna, tant'è vero che sono già state fissate le date della prossima edizione: "Si svolgerà tra fine aprile e inizio maggio 2019 e con ogni probabilità aggiungeremo anche alcune mostre tematiche. Cercheremo di allacciare rapporti sempre più saldi con le istituzioni culturali cittadine, coinvolgendole in un progetto di respiro internazionale. Tra il pubblico e tra i maestri avremo persone da mezza Europa". 

Venezia e la fotografia, si parte da Canaletto

In rappresentanza dei "docenti", la star dell'obbiettivo Peter Knapp ha focalizzato l'attenzione sul fatto che ora le immagini viaggiano senza più un supporto fisico, dunque necessitano di un patrimonio informativo a corredo: "La visione è più rara del sapere - ha sottolineato - Ci sono meno persone con la capacità di vedere che di sapere". Venezia e il Canaletto sono al centro di un progetto di Laurent Dequick, fotografo d'architettura, le cui masterclass si intitolano appunto "Sui passi di Canaletto": "Per mostrare la modernità di Venezia paradossalmente mi ispiro alla pittura classica - ha spiegato - Serve tornare alle origini, come architetto le vedute di Canaletto sono per me l'origine della fotografia urbana moderna. La domanda era: 'Devo cancellare la modernità o il turismo moderno o no?' La risposta era nelle tavole di Canaletto e nella vita quotidiana che ha ritratto". 

Benedusi: "Biglietto d'ingresso da 500 euro ai turisti"

Sul rapporto tra la bellezza di Venezia e il turismo di massa il giudizio del maestro Settimio Benedusi è netto: "Venezia sta diventando capitale della cultura nel mondo. Io faccio due proposte agli amministratori della città - ha dichiarato in modo provocatorio - servirebbe un biglietto d'ingresso di 500 euro e il sequestro del cellulare a chi entra in laguna. Mettete delle buste chiuse con il nome sopra a Mestre e poi uno se li riprende. Con queste due misure in una settimana la città cambierebbe radicalmente, c'è la grande bellezza in tre dimensioni e la gente le trasforma con il cellulare in due dimensioni. Bisogna essere pazzi". 

In programma 6 conferenze aperte al pubblico

Oltre agli stage, dal 19 al 24 febbraio si terranno 6 conferenze aperte al pubblico, con altrettanti maestri fotografi che si racconteranno e condivideranno con il pubblico storie, aneddoti della loro professione, e la propria visione della fotografia. Il primo appuntamento è per stasera, alle ore 19.30, con Peter Lindberg, famoso fotografo di moda tedesco; a seguire, il 20 febbraio, alle 18.45, l'incontro con Peter Knapp, il 21, alle 19.30, con Maral Deghati della Fondazione World Press Photo, il 22, ore 19.30, con Olivier Foolmi; chiuderà il ciclo di conferenze Yann Arthus Bertrand, il 24 febbraio alle ore 19.30. “Un grande evento – ha sottolineato de Metz – pensato all'insegna della varietà e rivolto a tutti coloro che vogliono conoscere meglio l'arte della fotografia e le sue molte sfaccettature”. Saranno infatti presenti fotografi di varie nazionalità che lavorano con stili e in ambiti diversi, che spaziano dalla moda, all'architettura, al giornalismo, solo per citarne alcuni". 

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