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Il Premio Campiello parla al femminile: la spunta Simona Vinci con "La prima verità"

La premiazione finale è andata in scena sabato sera, come di consueto al Teatro La Fenice. La serata è stata presentata dal duo comico formato da Neri Marcorè e Geppi Cucciari

In cinque a sfidarsi per la vittoria finale, ma solo uno l'ha spuntata. Anzi una: la 54esima edizione del premio Campiello ha visto trionfare Simona Vinci, con il libro "La prima verità", edito da Einaudi. La cerimonia di premiazione si è tenuta sabato, come di consueto al Gran Teatro La Fenice, a partire dalle 20.40. A condurre la serata, in diretta su Rai 5, sono stati i comici Neri Marcorè e Geppi Gucciari, che tra momenti d'intrattenimento e di approfondimento culturale, hanno dialogato con i cinque finalisti di questa edizione, per poi introdurre le fasi delle votazioni finale. Lo spoglio delle schede della Giuria dei Trecento Lettori anonimi, che hanno decretato il vincitore finale, si è tenuto in diretta, con il pubblico e i diretti interessati in trepidazione fino al momento della proclamazione.

"Sono molto felice come potete immaginare - ha dichiarato la vincitrice - Essendo la terza volta, l'emozione era ancora più grande. Tifavamo l'uno per l'altro. Mi dispiace che gli altri non abbiano vinto. Questo libro l'ho scritto in otto anni, ho lottato molto per scriverlo. Grazie". Vinci ha ottenuto 79 voti, sui 280 voti validi della giuria dei Trecento. Seconda Elisabetta Rasy con 'Le regole del fuoco' (Rizzoli) con 64 voti. Terzo Andrea Tarabbia con 'Il giardino delle mosche' (Ponte Alle Grazie) con 62; a seguire Luca Doninelli con 'Le cose semplici' (Bompiani), fermo a 41, ed Alessandro Bertante con 'Gli ultimi ragazzi del secolo' (Giunti) con 34.

Presenti alla Fenice anche i letterati, a cui è spettato il compito, nelle fasi preliminari, di selezionare la cinquina finalista del Premio, prima di lasciare l'incombenza finale al pubblico. Tra i giurati, tre nuovi nomi rispetto al passato: Roberto Vecchioni, celebre cantautore, scrittore e docente, Stefano Zecchi docente di Estetica all'Università di Milano ed Emanuele Zinato, docente di Letteratura italiana contemporanea all'Università di Padova. La giuria dei letterati, come di consueto, era composta da una decina di autorevoli personalità del mondo culturale e letterario italiano: tra gli altri giurati presente anche Philippe Daverio, storico dell'arte, docente e conduttore televisivo.

FASI PRELIMINARI - Era stato necessario arrivare alla decima votazione, una delle più lunghe di sempre, con tanto di ballottaggio, per giungere ad identificare i componenti della cinquina della 54. edizione del Premio. Il primo nome ad essere indicato dalla giuria presieduta da Ernesto Galli della Loggia era stato quello di Elisabetta Rasy con "Le regole del fuoco" (Rizzoli), eletta già alla prima votazione. Ad entrare nella cinquina anche Simona Vinci con "Le prime verità" (Einaudi), Alessandro Bertante con "Gli ultimi ragazzi del secolo" (Giunti) e Luca Doninelli con "Le cose semplici" (Bompiani). Infine, all'ultima votazione, in ballottaggio con Filippo Tuena era arrivata anche la scelta di Andrea Tarabbia con "Il giardino delle mosche" (Ponte alle Grazie).

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