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Festival dei Matti, sul palco le parole taciute. Ospite Capovilla del Teatro degli Orrori

Nella seconda giornata della kermesse, ospiti all'Auditorium Santa Margherita di Venezia (dalle 21) anche Massimo Cirri e Paki Zennaro, oltre al cantante varesino

Un appuntamento con le "parole taciute" quello che Massimo Cirri, Pierpaolo Capovilla e Paki Zennaro porteranno sul palco dell'Auditorium Santa Margherita nella seconda giornata del Festival dei Matti di Venezia: un doppio evento (dalle 21.00 con conduzione di Marina Maruzzi) con al centro due vicende in dialogo fra loro contrassegnate dal titolo "Crimini di pace", nel tentativo di entrare nel tema della follia da una prospettiva che abbracci quanto hanno affermato Franco e Franca Basaglia: «La devianza, il comportamento anomalo sono crimini perché potrebbero essere pericolosi: l’istituzione delegata alla cura e alla riabilitazione della devianza e del comportamento anomalo è crimine in nome della prevenzione di questa pericolosità».

IL PROGRAMMA COMPLETO DEL FESTIVAL

Figlio di Palmiro, Aldo Togliatti detto Aldino è stato in “consegna” per oltre trent’anni e fin al 2011 (anno della sua morte) in una casa di cura dove non parlava, sognava senza opporsi e accettava sottrazioni plurime, persino quella del cognome, cancellato per “pudore” dalla casa che lo ospitava. Il conduttore di Caterpillar ha raccontato la sua vicenda nel recente libro "Un’altra parte del mondo" edito da Feltrinelli; procedendo lungo diverse traiettorie proprio al festival Cirri ripercorrerà quella stessa «storia di solitudine, timidezza e gentile follia» narrata nel «romanzo di un uomo che non ha lasciato memoria in un mondo pieno di memoria».

Un destino analogo è stato quello dell'ultimo Antonin Artaud: tra il 1936 e il 1945 subisce 51 elettroshock, “supplizio orribile” che, a dispetto delle sue implorazioni raggelanti, il dottor Ferdière continua a somministragli con orgoglio, nel nome della scienza e della cura. Artaud però si scansa e ne scrive; così le sue parole travolgono la messinscena sbugiardano la sopraffazione di un sapere-potere che non ha altre ragioni se non la propria forza. La sua poesia bruciante, in cui "la psiche e il corpo (e mai il corpo è stato così ossessivamente presente in una scrittura) si scontrano, si insidiano, si sopraffanno" sopravvive nella raccolta "Succubi e supplizi", che sarà al centro della scena con Capovilla, già leader del Teatro degli Orrori, e Paki Zennaro (tastiere, chitarra, oggetti). Un reading per voce e suoni che muove da un'autentica passione civile con cui gli artisti contageranno il pubblico.

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