| forgiato nel ferro, soffiato nel vento |

Testo di Jean Blanchaert

Lorenzo Passi ha avuto molte fortune dalla vita. Provo a elencarne qualcuna. Innanzitutto, ha due caratteristiche innate, che non si apprendono.
La prima, è un grande gusto. Un gusto personale, nuovo e diverso, rivolto a una bellezza innovativa e futura, che non esiste ancora e ne fa un artista contemporaneo.
La seconda caratteristica è una stoica determinazione. Quest’ultima attitudine è supportata da un binomio raro: umiltà e sicurezza in se stesso. Lorenzo frequenta il Liceo Artistico Francesco Arcangeli a Bologna e, durante una gita culturale organizzata dalla scuola nell’Appennino Emiliano, presso lo studio dell’artista catalano del vetro Joan Crous, rimane folgorato da questo materiale. Si è trattato del più classico dei colpi di fulmine. Anche il vetro, riconoscendo le qualità di Lorenzo, lo ricambia. Siamo nel 2002. Quest’amore è ancora in corso.
Dopo la maturità si trasferisce a Venezia e da quel momento inizia il suo apprendistato a Murano. Lavora come garzone e come servente presso vetrerie prestigiose come Archimede Seguso e Zanetti. È lì che, guardando i maestri in azione, comincia a robar con l’ocio, imparando le tecniche del vetro soffiato e del vetro massello.
Nel 2009 vince una borsa di studio per una residenza di due anni e si trasferisce a Nuutajärvi, in Finlandia, per frequentare la Nuutajärven Lasikoulu (Scuola del Vetro di Nuutajärvi). Le attrezzature ci sono tutte, ma il metodo pedagogico di quella scuola è: “arrangiati, io ti butto in acqua e tu nuoti”. Sarà molto dura per Lorenzo, specialmente il primo anno. Nel gelo e nella solitudine della grande vetreria imparerà però a fare tutto da solo, forgiatura del ferro compresa. Durante il secondo anno a Nuutajärvi, Lorenzo comincia a produrre i suoi vetri-scultura nei quali il vetro abbraccia il ferro e viceversa.
I maestri finlandesi guardano e approvano. Il ragazzo ha stoffa e ha superato la prova. Tornato a Murano collabora coi maestri Oscar e Andrea Zanetti, Giovanni Nicola e Roberto Beltrami, ma in ogni suo lavoro c’è lo “stile Passi”, bello come un poema di poche parole.
La grande maggioranza degli artisti del vetro, per lavorare, hanno bisogno di un maestro vetraio, di un’eccellenza artigiana che comunque, inevitabilmente, ci metterà un po' del suo. Lorenzo, invece, può entrare in fornace da solo e portare a termine una scultura. Il lavoro gli somiglierà, forgiato nel ferro, soffiato nel vetro.

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