La mostra collettiva "Immersione" all'art studio Calcagno nel ghetto di Venezia

Il "Gruppo Boiler" è lieto di presentare la nuova mostra collettiva "Immersione". In questa occasione entrano a far parte del gruppo cinque nuovi artisti: Anita Cerpelloni, Letizia Ghezzo, Irene Manente, Patrizia Milone e Mercedes Pitzalis. L'immersione nell'arte e nei colori della laguna di Venezia ispira gli artisti a produrre opere con materiali e tecniche diverse.

GLI ARTISTI - Di Carla Bagno scrive Franco Sergio Bianchi "Nel dipingere, Carla, esprime un suo mondo dove la realtà viene filtrata attraverso la lente soffusa del suo vedere le cose. Le sue opere sono intrise di luce tenue e il sole, nei suoi dipinti non abbacina. Le sue composizioni danno una visione poetica, priva di accenti eccessivi. Sa esprimere, con pochi tratti, in un lieve sussurro, la visione di un mondo fatto di piccole cose, ma che hanno la capacità evocativa di chi sa osservare e vedere." Françoise Calcagno espone una serie di piccoli legni recuperati, volti di puro colore emergono da sfondi di colore, incisi sul legno che diventa "luogo", spazio fisico, territorio con dei limiti, dei confini che il colore abbraccia e include, compenetrando e penetrando chi guarda. Vari sono i soggetti presenti nelle opere di Anita Cerpelloni, che nel suo percorso artistico decide di focalizzare la sua ricerca sugli elementi della natura. Le litografie che ci propone sono frutto di continue sperimentazioni che hanno portato l'artista ad elaborare un proprio personalissimo linguaggio.

Le opere di Mario Esposito sono caratterizzate da una esplosione di emozioni; fluiscono, parlano, risuonano in chi crea e in chi guarda per ritrovare il piacere del colore e dell'espressione di sè, un nuovo modo di entrare in contatto emozionale con l'altro. Caterina Fagan ci consegna "Ippocampo" un fumetto ricamato su tela di cui è la stessa artista a spiegare il significato "Le malattie neurodegenerative inseriscono i malati in una spirale di ricordi storici, una signora di mia conoscenza è immersa in un limbo di poesie imparate a memoria. L'opera racconta il dolce e il tagliente di questa storia". Il testo è tratto dalla poesia "San Guido" di Giosuè Carducci. Gli ultimi lavori di Hélène Galante vedono l'artista impegnata in una ricerca sul colore e la luce della laguna veneziana, in cui le increspature dell'acqua riecheggiano la sensibilità dell'artista. Letizia Ghezzo parla così della sua arte " mi piace mettere in evidenza la bellezza e l'armonia del soggetto che dipingo, perdendomi anche in quei particolari che, nella realtà, il più delle volte passano inosservati. Ma anche andare oltre il realismo quanto basta per poter godere di più nell'uso dei colori, ombre e luci…Così che, tutti possano guardare con i miei occhi."

Raffaella Gobbi ci consegna un approfondimento sulle donne, le figure accarezzate da tenere luci si immergono nelle sfumature di colore. Luigi Longega emoziona con le sue fotografie immortalando Venezia con degli scatti senza tempo. I quadri di Irene Manente testimoniano la ricerca dell'artista sulla figura femminile carica di forza di vita, di espressione, sempre alla ricerca del proprio essere e della libertà. Le sculture di carta di Patrizia Milone, incantano per l'abilità tecnica e per l'immediatezza comunicativa, coinvolgendo in un movimento armonico le leggiadre figure. Dalle sculture di Maria Cristina Pacelli deriva un linguaggio in continua sperimentazione, attraverso cui le complesse realtà interiori, celate nel profondo, sgorgano trovando forma, per entrare a far parte del mondo esterno e assumere così vita propria. Aura Papastere originaria di Bucarest, espone una particolare scultura in tecnica mista, frutto di un attento studio sui materiali quali ceramica, vetro e metallo che ha caratterizzato la sua formazione di artista.

Nell'opera di Rossella Pavan il ricordo della visione di una danza subacquea di giovani meduse prende forma in una creazione che utilizza vecchi negativi fotografici e sottili fili di rame ossidati in un gioco di trasparenze ombre e riflessi di luce. Le parole di Emanuela Dho esprimono con chiarezza l'arte di Gabriele Perissinotto "abbandonati i limiti della forma, le opere delineano una verità intima e autentica, una realtà a misura dell'Io che, finalmente affrancato dalle catene del presente, trova la propria dimensione nell'inconsistenza dell'essere." Mercedes Pitzalis attraverso i suoi acquerelli immerge lo spettatore in delicate forme astratte che, cariche di sottili sfumature, esprimono l'approfondito studio sulla simbologia del colore fatto dall'artista. Katia Scotti presenta dei disegni a carboncino e pastello su carta intelata. I suoi disegni richiamano le stesse atmosfere surreali dei dipinti ad olio, e tramite la tecnica del carboncino e dei pastelli accentuano il senso di magia e mistero che l'artista è solita infondere nei suoi paesaggi onirici. Il colore e la forma dei quadri di Nicole Voicu sono la porta che introduce all'unità, la struttura cromatica non è solo pluri-significante, ma appare diversa a seconda dell'interpretazione, nella varietà degli aspetti possibili sta la vitalità della sua opera, la pittura vaga e indefinita lascia a ognuno la possibilità di vedere nell'opera un frammento del proprio vissuto e di riconoscere autonomamente luoghi, memorie, impressioni.

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