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Il "candore arcaico" a Venezia, apre la mostra dedicata a Rousseau

A palazzo Ducale l'esposizione MuVe dedicata al "Doganiere": è aperta dal 6 marzo al 5 luglio, ospita anche opere di Cézanne, Seurat, Gauguin, Picasso

Personalità centrale della cultura figurativa tra la fine del XIX secolo e il rivoluzionario periodo delle avanguardie, Henri Rousseau (Laval, 1844 – Parigi, 1910), famoso per le atmosfere oniriche, le foreste e i paesaggi incantati, sfugge a ogni catalogazione. Inutile etichettare il suo lavoro: il modo stesso in cui il pittore è stato interpretato, il più delle volte, è stato frutto di una serie di malintesi; eppure la forza della sua pittura, snobbata dai critici ma apprezzata dagli artisti, è espressione di un fenomeno che non ha paragoni nel campo dell’arte tra Otto e Novecento.

A Rousseau, la fondazione musei civici di Venezia dedica una mostra con oltre cento opere nell’appartamento del Doge a palazzo Ducale, visitabile dal 6 marzo al 5 luglio. È realizzata con la collaborazione e i prestiti dei musées d’Orsay e de l’Orangerie di Parigi e il patrocinio della soprintendenza di Venezia, e prodotta da 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE. Il progetto, nato da un’idea di Gabriella Belli e Guy Cogeval, commissari dell’esposizione, condiviso e sviluppato con la collaborazione di Laurence des Cars e Claire Bernardi e con il supporto di Elisabetta Barisoni, non vuole essere l’ennesima celebrazione della naïveté del pittore francese, ma piuttosto la presentazione di un lungo percorso di studi iniziato più di tre anni fa. Una ricerca che ha messo nella giusta luce critica e storiografica l’opera di Rousseau, figura di riferimento per i grandi protagonisti delle avanguardie storiche, per intellettuali come Apollinaire e Jarry, per grandi collezionisti come Wilhelm Uhde e Paul Guillaume, ma anche per tanti pittori che precedettero e superarono le avventure del cubismo e del futurismo: da Cézanne a Gauguin, da Redon a Seurat, da Morandi a Carrà, da Frida Kahlo a Diego Rivera, per non dire di Kandinskij e Picasso. Tutti artisti presenti in mostra con opere che dialogano coerentemente con quelle dipinte dal Doganiere nella sua breve ma intensa stagione creativa, tra il 1885 e il 1910.

Accanto a essi, una scelta mirata di lavori esemplari di antichi maestri - da Liberale da Verona al Maestro della Fruttiera Lombarda, da Giovanni di ser Giovanni a Francisco Goya - per indagare l’ispirazione all’arcaismo che nel corso dei secoli corre parallela al classicismo e della quale l’opera di Rousseau sembra essere lo spartiacque tra Otto e Novecento. Un evento mai realizzato prima d’ora in Italia, che attraverso otto sezioni tematiche consente di ammirare alcuni dei più celebri capolavori del pittore francese, come il celebre "Io: ritratto-paesaggio" (1889-90), che l’artista considerava il primo "ritratto-paesaggio" della storia dell’arte, "Il cortile" (1896- 98), acquistato personalmente da Kandinsky ed esposto nella prima mostra del Blaue Reiter a Monaco, "La guerra o la cavalcata della Discordia" (1894) dipinta con quello sguardo innocente che Ardengo Soffici definiva ricco di "ingenuità da bambino". Un "candore arcaico" che emerge anche nelle opere dedicate alla natura selvaggia e nelle famosissime giungle, di cui ben sei sono in mostra - dalla bellissima "Incantatrice di serpenti" (1907) al "Cavallo assalito da un giaguaro" (1910) - come pure nei più bucolici paesaggi di campagna e di città. Quindi, le nature morte e la serie sorprendente dei ritratti maschili e femminili (spesso di amici o familiari), che mostrano anche la capacità di Rousseau di cogliere la vita della piccola borghesia, protagonista della placida e apparentemente innocua periferia cittadina, e la forza identitaria di un artista assolutamente unico e originale.

Alla presentazione di mercoledì sono intervenuti, oltre al sub-commissario con delega alla Cultura del Comune di Venezia, Sergio Pomponio, il presidente e il direttore della fondazione musei civici di Venezia, Walter Hhartsarich e Gabriella Belli, la soprintendente per i Beni Architettonici e paesaggistici di Venezia, Renata Codello, l'amministratore delegato di 24 Ore Cultura, Natalina Costa, e il presidente del museo D'Orsay, Guy Cogeval. Pomponio ha riconosciuto il grande operare dei musei civici: "La fondazione sta svolgendo un ruolo essenziale sia per la conservazione del patrimonio storico artistico della nostra città, sia per la sua valorizzazione attraverso la promozione di eventi culturali di grande rilievo".

ORARI: Da domenica a giovedì: 9.00 - 19.00
Venerdì e sabato: 9.00 - 20.00
(chiusura biglietteria 1 ora prima)
BIGLIETTI: Intero: 13 €
Ridotto: 11 €
Infoline e prevendita 041 098 81 69
https://www.ticket.it/rousseau
https://www.mostrarousseau.it

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