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Brugnaro voleva metterlo all'asta, ora il Klimt sarà fulcro di una mostra a Mestre

La "Giuditta II" sarà in mostra con altre 80 opere al Centro Candiani. L'opera, ultima spiaggia per risanare le casse comunali, torna a far parlare di sé dal punto di vista artistico

Il quadro della discordia, quel Klimt che il sindaco di Venezia avrebbe voluto mettere all'asta come ultima spiaggia per ripianare i debiti del Comune, torna a far parlare di sé. Ma questa volta per motivi legati strettamente all'arte e alla valorizzazione del patrimonio culturale di Venezia. "Giuditta II", il capolavoro del pittore austriaco conservato alla Galleria di arte moderna di Ca' Pesaro, infatti, sarà l'assoluto protagonista di "Attorno a Klimt. Giuditta, eroismo e seduzione", mostra in programma dal 14 dicembre 2016 al 5 marzo 2017 al Centro Culturale Candiani di Mestre. Un'iniziativa che rientra nel fitto programma de "Le Città in Festa Natale" del Comune di Venezia, presentato mercoledì mattina a Ca' Farsetti.

"Da quando sono presidente della Fondazione - ha spiegato Mariacristina Gribaudi - ho sempre voluto aprire la fondazione alla città metropolitana, e questa mostra a Mestre ne è la dimostrazione. Abbiamo avuto diversi contatti dai musei del territorio che ci chiedono di collaborare insieme, Venezia è sempre stata città aperta. Portare Klimt a Mestre è un segnale ed è solo l'inizio. Dobbiamo farlo. Abbiamo un patrimonio che sta nei depositi che è il momento di tirare fuori, di farlo vedere. La cultura deve essere democratica e deve essere fruibile. Abbiamo bisogno che questi musei siano sempre più a portata di adulti e famiglie. Ci saranno dei coupon per tutti i commercianti che vorranno aderire, legati a chi vorrà visitare la mostra. Io credo che in questo momento, dopo anni difficili per tutti - ha concluso - ci sia bisogno anche di sognare. E l'arte ci aiuta a farlo. Apriamo la Fondazione, divulghiamo le nostre opere sul territorio. Venezia deve parlare un linguaggio che si apre al mondo".

Un progetto nel quale è sttao infuso impegno ed entusiasmo. "Il progetto è costruito apposta per Mestre - ha spiegato Gabriella Belli, direttrice della Fondazione - Non potevamo pensare a qualcosa di fatto e visto. Al centro c'è l'icona importantissima della nostra Fondazione, ma l'abbiamo messa in dialogo con l'arte antica e l'arte contemporanea. Volevamo affidare a Mestre questo testimone dell'arte contemporanea, dove pensiamo che la vocazione all'arte contemporanea possa essere vincente. Questo ciclo l'abbiamo chiamato 'cortocircuito', perché ci saranno più mostre.

Nella realizzazione della mostra, la Fondazione ha collaborato con un grande scenografo, Pierluigi Pizzi, in maniera da accogliere la "Giuditta" al meglio, la grande eroina della Bibbia che seducendo Oloferne riuscì a salvare la città di Betulla. "Una figura controversa - ha continuato Belli - Questo racconto si coniuga anche con la valutazione e la riflessione su temi molto attuali: il rapporto uomo-donna e il femminicidio. È una tematica che deve trattare anche un museo. Nelle prossime iniziative lavoreremo sempre cercando di mutuare dall'antico concetti verso la modernità".

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