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Ospite illustre nella dimora di Vittorio Cini: un capolavoro di Lotto

Fino al 2 novembre prossimo nella sede della fondazione sarà possibile ammirare l’Adorazione dei pastori, opera della maturità del pittore

Da venerdì Palazzo Cini accoglie un nuovo ospite illustre: l’Adorazione dei pastori di Lorenzo Lotto (1530), capolavoro della maturità del grande pittore, proveniente dai Musei Civici di Brescia: dalla collezione della Pinacoteca Tosio Martinengo, ora conservata al Museo di Santa Giulia. Il dipinto sarà eccezionalmente visibile al pubblico fino al 2 novembre nella Galleria della casa-museo - un tempo dimora di Vittorio Cini - che la Fondazione Giorgio Cini ha restituito a Venezia nell’anno del sessantennale dell’Istituto di Storia dell’Arte, grazie al sostegno di Assicurazioni Generali.

Quest’importante collaborazione, promossa dalla Fondazione Giorgio Cini con il Comune di Brescia e la Fondazione Brescia Musei, è parte della serie L’Ospite a Palazzo, che, grazie a intese con istituzioni internazionali, vede le sale della collezione permanente di Palazzo Cini accogliere periodicamente un’opera ‘ospite’, intrecciando relazioni visive e di contenuto con le altre opere della Galleria ed esprimendo sottili relazioni tra raccolte artistiche affini per valore, storia e significato.

L’Adorazione dei pastori di Lorenzo Lotto è un dipinto straordinario giocato su accostamenti cromatici di grande suggestione ed effetti luministici e atmosferici di mirabile intensità. La funzione devozionale dell’opera ne determina timbro e atmosfera: si tratta di un’adorazione del Bambino, tema che si riconnette alla più antica tradizione iconografica della Madonna dell’Umiltà; umiltà magnificamente esaltata dalla posizione della Vergine, in ginocchio, adorante, nella cesta di vimini e paglia con il Bambino. Due sono gli angeli dalle lunghe ali spiegate che abbracciano i due committenti-fratelli ritratti nel dipinto in un gesto di concordia, secondo il ruolo degli angeli unico nel “teatro sacro” lottesco, che spesso, con misteriosi gesti di richiamo e di catalizzazione dell’attenzione, si fanno sublimi intermediari tra cielo e terra. L’Adorazione dei pastori fu acquistato dal conte Paolo Tosio nel 1825 ed è sempre stato considerato fra i capolavori della collezione bresciana, straordinaria raccolta d’arte generata dal colto collezionismo del conte Paolo Tosio nella prima metà dell’Ottocento e caratterizzata da esplicite tangenze con la collezione di Vittorio Cini (che nel 1941 aveva acquistato lo splendido Ritratto di gentiluomo).

Il dipinto consentirà quindi un ideale itinerario dedicato a Lotto nel sestiere di Dorsoduro tra la chiesa dei Carmini, le gallerie dell'Accademia e Palazzo Cini, collegato alla basilica di Giovanni e Paolo, dove si trova la pala dell'Elemosina di Sant'Antonino.

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