L'inquietudine dell'Angelo e Piero Boni a Villa Pisani

"Piero Boni a VIlla Pisani" e "L'inquietudine dell'angelo" di Maria Fernanda Cuartas 

Due personali di pittura contemporanea,

a Villa Pisani di Stra (Venezia) dall'  8 al18 ottobre 2015

 Inaugurazione giovedì 8 ottobre ore 15,30

 Orari di apertura al pubblico
Da martedì a domenica 11.00 – 13.00 | 14.00 – 17.00
Ingresso libero

 

Lei è una delle maggiori artiste  colombiane, riconosciuta "Mastra del Colore", impegnata come donna per le donne del suo paese, bellissima.

Lui è notaio e artista, pittore italiano con uno sguardo altero rivolto allo spazio metafisico degli antichi .

Entrambi, così diversi ma dai desini intrecciati, espongono a Vila Pisani in due mostre personali ricchissime.

Maria  Fernanda Quartas e Piero Boni inaugurano le loro duplice esposizione Giovedì 8 ottobre dalle ore 15,30 a Villa Pisani di Stra. Il catalogo è a cura di Bruno Francisci e Per Luigi Fantelli.

 

 

María Fernanda Cuartas è una straordinaria artista colombiana che in patria è conosciuta come la “maestra del color” econsiderata tra i più quotati artisti della Colombia.

 L’approdo in Italia della raffinate opere pittoriche presenti nella mostra “L’inquietudine dell’angelo”, allestita dall’8 al 18 ottobre presso i saloni dedicati all’arte contemporanea dal Museo Nazionale di Villa Pisani, costituisce non solo la preziosa occasione per ammirare dal vivo la qualità di una ricerca estetica dalle interessanti implicazioni insieme artistiche e filosofiche, ma anche la documentazione interessantissima degli ultimi sviluppi in senso cronologico di tale ricerca.

Si tratta infatti di un corpus pittorico, quello presente in questa mostra, che rappresenta l’ultima fase creativa di questa pure ancor giovane artista che, con opere tutte realizzate prevalentemente nel corso del 2015 (salvo un paio datate 2013), testimonia l’alto punto di approdo di un’affascinante avventura creativa sviluppatasi nel corso di circa un ventennio.

Quello che colpisce con immediatezza nelle opere della Cuartas è una espressività cromatica e formale che tuttavia dischiude subito dopo lo sguardo all’essenza di immagini concettuali trasmesse da un universo spirituale di cui l’artista è interprete e messaggera. È l’universo meraviglioso e leggero, dentro cui l’autrice consente di entrare a chi si avvicina alla sua pittura con mente aperta e cuore puro e intende percorrere i territori luminosi del pensiero e il firmamento delle emozioni che si aprono nella visione di ciascuna delle sue opere come sintesi preziosa di un’esperienza totalizzante seguendo lo sguardo con cui tale visione viene contemplata dall’artista. “Uno sguardo – scrive Bruno Francisci nel catalogo della mostra – che possiamo definire coraggioso e inquieto insieme, grazie alla consapevolezza che ha l’artista autentico dell’azzardo insito in ogni sua opera finalizzata a dire della realtà più di quanto essa, nella sua sostanziale incomunicabilità, apparentemente voglia e possa trasmetterci. E’ l’azzardo dell’annuncio di un mistero che dev’essere accolto e veduto come ogni annuncio spiazzante rispetto al già visto, al già detto, al già sperimentato. E che comporta una condizione per l’angelos di essere in questo nostro mondo senza appartenere ad esso, con tutta l’inquietudine, talora l’angoscia che tale condizione comporta”.

Il percorso della ricerca estetica che ha compiuto questa pittrice dalla tecnica raffinata e dal pensiero poetico profondo va attentamente riconosciuto come esemplare per coerenza stilistica e per rilevanza di ispirazione. Nel contempo la Curtas è, come subito si comprende ammirando le sue opere, un’artista coltissima la quale ha conquistata e metabolizzata la grande tradizione della pittura occidentale, da Velesquez a De Chirico.

 

https://www.villapisani.beniculturali.it

https://www.museumamericas.org

https://www.cuartas.co

Cuartas
Inicio; Obras. UN PASO ATRAS 2015; REFLEXION 2014; OTRAS MENINAS 2014; LA MADRE HITORIA ES MUJER 2013; No Más 2011; Un día en la vida de Raquel 2010; Un día gris 2008

“Dobbiamo rassegnarci. L’arte è una strada per la conoscenza” (Piero Boni)

 “Piero Boni a Villa  Pisani” dedicata  all’artista  bergamasco  e  alla  sua  poetica  densa  e  travolgente,
costantemente  tesa  nel  tentativo  di  una  fusione  tra  pittura  figurativa  e  pittura  astratta,  che  in
Boni coesistono e dove i particolari hanno un ruolo di primo piano e non possono essere slegati
dalla totalità dell’opera d’arte.
La  mostra,  a  cura  di Bruno  Franciscie Raul  Oyuela con  la  collaborazione  della  dott.ssa
Sandra  Gonzalez, si  avvale  del  sostegno  del  Museum  of  the  Americas  di  Miami,  diretto  da
Oyuela  medesimo,  che  ha  deciso  di  seguire  con  particolare  attenzione  l’opera  di  Piero  Boni,
nella prospettiva di una sua possibile valorizzazione negli Stati Uniti d’America.
La pittura di Piero Boniappare sottile ed elegante, indubbiamente colta e onirica, romantica
eppure bizzarra.
Una  rappresentazione  nata  da  uno  spiccato  e  profondo  senso  di  osservazione  della  realtà,
escamotage  che  permette  di  andare  oltre  e  intraprendere  un  viaggio  verso  la  ricerca  della
Felicità: che nei segni e nei colori dell’artista è l’ascesa a due pianeti, due creazioni della mente
posizionati  oltre  i  confini  del  nostro  mondo  reale  e  denominati  Pianetà  Giò, colmo  di
interpretazioni magiche della realtà, e Pianeta Artù, ovvero la Gioia.
Undici grandi dipinti, tutti olio su tela realizzati a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila, sono
la  sintesi  perfetta  dell’essenza di  una  pittura  protesa  a  travalicare  i  confini  della  sua  stessa
specificità estetica per approdare a “una dimensione partecipativa fra ‘io’ soggettivo e universo
oggettivo” dove gli esiti della creatività artistica si sposanoin singolare connubio alle risultanze
della più avanzata ricerca scientifica. Viene così originandosinella pittura di Boni una inedita
correlazione tra l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo. 
Eppure Piero Boni non è un architetto dei sogni, ma certamente lo è dello spirito. Il suo mondo
magico, le sue creazioni, sono tracciate dall’artista con fedeltà e amore: ne sboccia un mondo
che si gioca tutto sulla cultura e sulla memoria, in cui la realtà viene esplorata intimamente, che
per Piero Boni significa scomporla e subito dopo ricostruirla, e così scoprire il segreto della
forma  (“Chi  conosce  meglio  il  fiore?  Il  fioraio  nel  suo  chiosco o  l’insetto  che  può  visitarlo
dall’interno?”)
Ecco perché l’artista si costruisce una realtà su misura.
Piero  Boni,  che  nella  propria  crescita  umana  e  artistica  coglie a  piene  mani  dalla  filosofia
orientale, si confronta con la pittura del Novecento: ha sì chiari riferimenti in Mondrian o Pollok
ad  esempio,  così  come  è  facile  accostarlo  a  De  Chirico  o  a  Savinio,  ma  la  verità  è  che  poi
amalgama  il  tutto  con  la  sua  memoria  per  ottenere  un  prodotto  unico,  non  paragonabile  a
nessuna corrente artistica. In Italia e all’estero.
Il  segreto  di  questo  artista,  da  sempre  sedotto  dai  dibattiti  sulla  sopravvivenza  dell’anima  e
dall’evoluzione dello spirito verso livelli superiori - Pianetà Giò e Pianeta Artù - è contrapporre
alla secchezza spirituale ed emotiva della cultura contemporanea una pittura d’evasione, “favole
che si fanno spiritualità” per usare le parole di Vittorio Sgarbi, un concentrato di energia che
permette  all’osservatore  di  intravedere  quel  mondo  da  lui  evocato  per  segni  e  immagini,
partendo proprio da una attenta lettura dei titoli, aspetto inconfondibile della pittura di Boni: vere
e  proprie  guide  all’interpretazione  del  dipinto  lasciando  tuttavia  l’osservatore  completamente
libero di muoversi tra le opere cercando nella propria interiorità risposte e svelamenti.
“Piero Boni –  scrive  nella  presentazione  in  catalogo  Pier Luigi Fantelli,  critico  e  storico
dell’arte,  docente  dell’Università  di  Ferrara  – propone una soluzione all’enigma della vita: la
dialettica che instaura nelle sue opere tra arte astratta e arte figurativa ne è la grande metafora”,
laddove “la dialettica tra figurativo e astratto (quindi il passaggio dal razionale allo spirituale) si
risolve attraverso la nominazione del titolo”.
Ma come nascono le opere di Piero Boni?
Come spesso accade in Arte c’è una strettissima correlazione fra i bozzetti preparatori e l’opera
definitiva.
Piero  Boni  parte  sempre  da  uno  studio  preparatorio  eseguito  su carta  e  in  piccolo  a  colori
pastello nelle gamme dei gialli, celesti e rosa, la stesura è immediata e soprattutto ha già in sé
la visione completa del quadro.
La  tela  è  il  passaggio  successivo,  più  lento  nella  sua  realizzazione,  più  meditato:  appaiono  i
volumi, i colori si accendono e spunta sempre, come anche nel caso dei dipinti in mostra a Villa
Pisani,  il  colore  nero,  sia  che  faccia  da  cielo  stellato  come  in Pianeta Artù. La ricerca della
perfezione(1996), sia che delinei la via da seguire come in Pianeta Artù. Vittorio Emanuele II e
Giuseppe Garibaldi si incontrano di nuovo nei giardini del pianeta Artù (1996).
Ma è chiaro che assoluto protagonista nei bozzetti come nelle tele di Pietro Boni è il segno: e se
nella  fase  preparatoria  rimane  in  un  rapporto  di  equilibrio  con il  colore,  una  volta  su  tela
acquisisce maggiore valore e maggiore potenza proprio grazie alle campiture cromatiche.
************************


 Museo Nazionale Villa Pisani
Via Doge Pisani 7
30039 Stra (VE) 

https://www.museumamericas.org
https://www.bonipiero.com

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