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Fu precursore della "scuola di New York": alla Guggenheim retrospettiva su Mark Tobey

La mostra sarà aperta fino al 10 settembre e spazierà nei decenni su tutta la produzione dell'artista, che "esplose" negli anni Quaranta, quando nacque l'espressionismo astratto

È stata presentata venerdì la mostra "Mark Tobey. Luce filante", a cura di Debra Bricker Balken, alla collezione Peggy Guggenheim dal 6 maggio al 10 settembre. Il direttore del museo, Philip Rylands, ha introdotto al pubblico la mostra definendola “un meritato tributo, che vede la luce dopo oltre dieci anni di studi e ricerche da parte della curatrice, a Mark Tobey, artista che ha lasciato un segno indelebile, e ancora non del tutto riconosciuto, nella storia dell’astrazione e del modernismo americano del XX secolo”. 

“Intima ed elegante”, così Francesca Lavazza, membro del Consiglio di amministrazione dell’omonima azienda, sostenitrice dell’esposizione, e dal 2016 membro del Board of Trustees della Fondazione Solomon R. Guggenheim, ha proseguito, dimostrando tutto il suo entusiasmo nei confronti di questa retrospettiva, che celebra “un grandissimo solista e interprete dell’arte del ‘900”. Ha salutato il pubblico anche Judith F. Dolkart, direttrice della Addison Gallery of American Art, Phillips Academy, Andover, Massachusetts, che ha organizzato la mostra, sottolineando “il grande ritorno a Venezia di Tobey, dopo la sua partecipazione alla Biennale di Venezia del 1958, anno in cui riceve il Premio del Comune di Venezia”. 

Ha preso infine la parola la curatrice, la studiosa Debra Bricker Balken, introducendo ai presenti la complessa e affascinante figura di questo artista “vagabondo”, che visse tra Seattle, New York, Hong Kong, Shanghai, Kyoto e l’Europa, e che, proprio grazie a questo suo errare, “è riuscito ad espandere il linguaggio del Modernismo americano al di là della sua contemporaneità. Fortissima è l’enfasi spirituale con cui Tobey ha permeato tutte le sue opere, derivante proprio dalla sua passione per la cultura e religione orientali”. In occasione della presentazione alla stampa, è stata inoltre annunciata la collaborazione pluriannuale tra il museo veneziano e lo storico marchio di caffè Lavazza.

Mark Tobey. Luce filante è la più esaustiva retrospettiva degli ultimi vent’anni, in Europa, dedicata all'artista e la prima in assoluto in Italia. Con 66 dipinti, che spaziano dalle produzioni degli anni ’20 fino ad arrivare agli anni ’70, la mostra indaga la portata della produzione artistica di Tobey e rivela lo straordinario, quanto radicale, fascino del suo lavoro. L'esposizione si configura come un attento riesame della produzione artistica di Tobey, tra i maggiori artisti americani a emergere negli anni ’40, in quel decennio clou che vide la nascita dell’Espressionismo astratto, riconosciuto come figura d’avanguardia, precursore con la sua “scrittura bianca” di quelle innovazioni stilistiche introdotte di lì a poco dagli artisti della Scuola di New York, quali Jackson Pollock.

La mostra rimarrà aperta fino al 10 settembre. Tutti i giorni il museo offre visite guidate gratuite all'esposizione, previo acquisto del biglietto d'ingresso.

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