"La sonnambula" di Vincenzo Bellini torna in scena al Gran Teatro La Fenice di Venezia

  • Dove
    Gran Teatro La Fenice
    Calle Fenice
  • Quando
    Dal 30/06/2017 al 08/07/2017
    La prima di venerdì 30 giugno 2017 (turno A) sarà seguita da quattro repliche domenica 2 luglio 2017 alle 15.30 (turno B), martedì 4 luglio 2017 alle 19 (turno D), giovedì 6 luglio 2017 alle 19 (turno E) e sabato 8 luglio 2017 alle 15.30 (turno C).
  • Prezzo
    Da 88 a 240 euro
  • Altre Informazioni

La sonnambula di Vincenzo Bellini torna in scena al Teatro La Fenice venerdì 30 giugno, e in replica il 2, 4, 6 e 8 luglio 2017, nell’ambito della Stagione Lirica e Balletto 2016-2017. Melodramma in due atti su un libretto di Felice Romani tratto da un libretto omonimo di Eugène Scribe, La sonnambula sarà proposta nell’allestimento feniceo con la regia di Bepi Morassi, le scene di Massimo Checchetto, i costumi di Carlos Tieppo e le luci di Vilmo Furian. Fabrizio Maria Carminati sarà alla testa dell’Orchestra e Coro del Teatro La Fenice, e guiderà un cast che vedrà impegnati Roberto Scandiuzzi nel ruolo del conte Rodolfo, Julie Mellor in quello di Teresa, Irina Dubrovskaya in quello di Amina, Shalva Mukeria in quello di Elvino. Silvi Frigato sarà Lisa, William Corrò Alessio. Il ruolo del notaro sarà sostenuto, in alternanza, dagli artisti del coro Roberto Menegazzo ed Eugenio Masino.

La sonnambula è concordemente considerata come la prima delle tre grandi opere di Bellini, accanto a Norma e I puritani. Fu presentata per la prima volta al Teatro Carcano di Milano il 6 marzo 1831 insieme al balletto Il furore d’Amore, e fu accompagnata dalla dedica all’amico pianista e compositore Francesco Giuseppe Pollini. Fra gli interpreti della prima figuravano nomi di spicco del panorama lirico italiano come Giuditta Pasta e Giovan Battista Rubini. Grazie anche ai cantanti (la Pasta era forse nel periodo più felice della sua carriera, ed è superfluo ricordare le straordinarie doti di Rubini), l’opera riscosse un immediato successo, sia in Italia che all’estero. 

L’allestimento di Bepi Morassi è ambientato negli anni Trenta del Novecento, in particolare nel solarium di un resort montano di buon livello: «La vicenda - spiega il regista - restringendola all’osso, è abbastanza semplice: due promessi sposi, la fidanzata storica di lui che avversa le nozze, l’arrivo del conte un po’ sbruffone e così via. A ben guardare non è collegata a una collocazione storica ben definita, anzi, per alcuni aspetti, mi sembrava appartenere, almeno in parte, al genere della commedia borghese, in voga in quegli anni, e dunque in qualche modo svincolata dalle prassi del melodramma. Più l’ascoltavo e la leggevo, più l’opera mi sembrava avesse un taglio e un profumo quasi da sophisticated comedy".

"Amo molto quel mondo, quando Lubitsch e colleghi riuscivano genialmente a trasporre la commedia in film: per il cinema era un periodo d’oro, la prima guerra mondiale era già stata dimenticata e non si affacciava ancora l’orrore della seconda. Si respirava insomma un’aria serena, che veniva poi trasferita in pellicola. Quest’atmosfera mi è sembrata la cornice ideale per ambientarci La sonnambula, dunque la scena e i costumi riproducono molto fedelmente gli anni Trenta".


 

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