"Fino a quando la mia stella brillerà. Storia di Liliana Segre" al teatrino Groggia

Domani sera parte la stagione teatrale del Groggia con due eventi speciali: alle 20.30 va in scena lo spettacolo "Fino a quando la mia stella brillerà. Storia di Liliana Segre" con Margherita Mannino per la regia di Lorenzo Maragoni che narra la vicenda tragica e umana della senatrice Liliana Segre, superstite dell’Olocausto e attiva testimone della Shoà italiana. Lo spettacolo ha il patrocinio della Comunità Ebraica di Venezia.

La serata poi continua con l’inaugurazione della mostra fotografica Instancabili che racconta attraverso una galleria di ritratti inediti, i protagonisti della passata stagione. Lo spettacolo che apre la stagione, gratuito fino ad esaurimento posti, è la storia di Liliana Segre che, appena ragazzina, comincia a subire le conseguenze della promulgazione delle leggi razziali contro gli ebrei. Dopo un primo trasferimento ad Inverigo ed un tentativo di fuga in Svizzera viene rinchiusa nel carcere di Varese, poi in quello di San Vittore per essere infine deportata ad Auschwitz insieme al padre.

Superata miracolosamente l’esperienza fa ritorno a Milano, da sola, e affronta quella che si rivela essere un’altra tragica scoperta: la vita non sarà mai più la stessa e nessuno è in grado di comprendere perché. Di libri, diari, testimonianze che raccontano la tragedia dell’Olocausto ne sono stati scritti tanti. Questo romanzo ha però qualcosa che lo rende speciale: una strana, inspiegabile leggiadria che conduce il lettore in tutto il suo percorso esplorativo nonostante il terribile argomento. “Fino a quando la mia stella brillerà” racchiude la testimonianza di quella che era, come tante altre, una vita normale, e che d'un tratto non è stata più la stessa. Racconta una normalità che in un attimo viene spazzata via per fare spazio all’irrazionalità più incomprensibile e il ritorno ad un luogo che è fisicamente lo stesso ma che ormai è cambiato perché quello che è stato vissuto non può essere, e non deve essere, mai dimenticato. Questa storia assolve pienamente ad una funzione formativa e permette di accompagnare i ragazzi nel difficile e imprescindibile cammino della memoria.

Un cammino di fondamentale importanza che abbiamo l’obbligo morale di alimentare costantemente. Spesso certi argomenti sono più comprensibili per i giovani attraverso la forma del racconto dal vivo; non solo, in questo allestimento la forza del racconto sarà ulteriormente amplificata dal suo valore sociale che permetterà così al mezzo teatrale di esplicitare una delle sue funzioni più alte: lo sviluppo del senso civico. Con pochissimi semplici oggetti, il suo corpo e la sua voce, Margherita Mannino ci accompagna nel percorso storico ed emotivo di una ragazzina costretta a vivere l’orrore dell’Olocausto, una storia di legami familiari infranti, deportazione, indicibile sofferenza, e infine liberazione e lenta rinascita. Nel farlo, ci rende tutti potenziali testimoni, e ci ricorda che potremmo esserne potenziali vittime, e potenziali perpetratori: ci indirizza a consegnare alle nuove generazioni la memoria di quello che è stato possibile lasciar accadere, e avviarle alla responsabilità di decidere, come gli adulti di domani, quello che accadrà

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