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Il "Rigoletto" di Verdi debutta in streaming sulla piattaforma online dello Stabile del Veneto

L’opera verrà trasmessa domenica 20 dicembre, alle ore 17.00, sui canali YouTube e Backstage del Teatro Stabile del Veneto e su Ansa.it. Il maestro Giampaolo Bisanti dirige l’Orchestra di Padova e del Veneto e il Coro Lirico Veneto nel nuovo allestimento in forma semiscenica per la regia di Giuseppe Emiliani e con le scenografie virtuali di Federico Cautero.

Il Rigoletto, la celebre opera di Giuseppe Verdi, verrà trasmessa domenica 20 dicembre alle ore 17.00 su Backstage, la piattaforma digitale del Teatro Stabile del Veneto, e su Ansa.it, nell’ambito del progetto Ansa per la cultura, nato in sostegno dei teatri e delle istituzioni culturali. Lo spettacolo, che avrebbe dovuto debuttare nei Teatri Verdi di Padova e Mario Del Monaco di Treviso, si fregia dell'interpretazione musicale del maestro Giampaolo Bisanti, direttore dell’Orchestra di Padova e del Veneto e del Coro Lirico Veneto, e della regia di Giuseppe Emiliani.

L’allestimento, presentato in forma semiscenica nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza per la prevenzione dei contagi con la scenografia virtuale di Federico Cautero, è una co-produzione realizzata dal Comune di Padova e dal Comune di Treviso in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto per le stagioni liriche del Teatro Verdi e del Teatro Mario Del Monaco. «Mi rende davvero orgoglioso riuscire a mettere in scena il Rigoletto e diffonderlo in streaming. Puntiamo al fatto che questa opera, che conta ben 74 persone occupate, venga vista dal maggior numero di utenti possibile» spiega Giampiero Beltotto, presidente del Teatro Stabile del Veneto.

Nel ruolo del buffone della corte di Mantova ci sarà Enkhbat Amartüvshin, un talento dalla Mongolia. Sul palcoscenico il cast composto da:  Iván Magrì (Duca di Mantova), Enkeleda Kamani (Gilda), Antonio Di Matteo (Sparafucile), Maria Barakova (Maddalena), Gabriele Sagona (Conte di Monterone), Gabriele Nani (Marullo), Antonio Feltracco (Matteo Borsa) e Carlo di Cristoforo (Conte di Ceprano). Alice Marini interpreterà il ruolo di Giovanna, a fianco di Monica Biasi (Contessa di Ceprano) e Silvia Celadin (Paggio). 

«Per un regista teatrale cimentarsi con Verdi è un’avventura entusiasmante e stimolante perché nel suo teatro vige una perfetta simbiosi tra parola e musica – spiega Giueseppe Emiliani, visual director –. Rigoletto è la sua opera forse più moderna, più audace, sicuramente compatta sia dal punto di vista drammatico sia da quello musicale. In questo allestimento abbiamo pensato, insieme a Federico Cautero, di affidare l’impatto visivo a una scenografia virtuale, attraverso la proiezione di immagini animate, dando così un colore emotivo alla vicenda ed esaltando la teatralità dell’opera. L’ultimo atto verrà ambientato in un teatro diroccato per creare un legame tra l’opera e la struttura fisica teatrale: un’iniziativa importante e simbolica in un periodo in cui non possiamo tornare in uno spazio fisico reale come quello del teatro».

L'opera di Verdi

Rigoletto è la prima opera della cosiddetta “Trilogia popolare” (Rigoletto, Il Trovatore, La Traviata) che suggellò la fama di Verdi. Si tratta di un capolavoro rivoluzionario, con il quale il grande compositore impresse un’accelerazione alla riforma dell’opera romantica italiana, soprattutto sulla costruzione drammaturgica, che raggiungerà poi il suo culmine con Otello e Falstaff, le due ultime fatiche del Maestro. Ambientata tra Mantova e i suoi dintorni nel secolo XVI, è fra le opere più rappresentate nel mondo e fra le più amate per le sue arie e interventi musicali come il Caro nome della fragile protagonista femminile Gilda, La donna è mobile dello spavaldo Duca di Mantova e Cortigiani, vil razza dannata del tormentato e ferito Rigoletto. In queste melodie dimora la genialità musicale di Verdi per la loro grande immediatezza e coerenza con il carattere dei vari personaggi. Su libretto di Francesco Maria Piave, tratto dal dramma Le roi s’amuse di Victor Hugo, venne rappresentato per la prima volta al Tetro La Fenice di Venezia l'11 marzo 1851. 

Le produzioni dello Stabile del Veneto

La co-produzione tra il Comune di Treviso e il Comune di Padova, rappresenta un grande investimento tecnologico in riprese e audio per consentire al pubblico a casa di sentire l’opera come dal vivo: «Crediamo che questo possa essere l’inizio di un percorso molto importante» racconta Beltotto.

Da ottobre a dicembre lo Stabile del Veneto ha lavorato – e sta lavorando tuttora – su dodici produzioni digitali, per oltre 600mila euro di investimento. La ricaduta occupazionale su un settore attualmente in difficoltà, come quello teatrale, è stata ammirevole: sono oltre 300 gli artisti e i tecnici ad essere stati scritturati. «Questa è un’operazione straordinaria da due punti di vista: innanzitutto perché conferma la rete di reciproco sostegno tra i Comuni e il territorio. In secondo luogo, far lavorare gli artisti, che ora più che mai hanno bisogno di un palcoscenico, è un segnale di supporto alla categoria del teatro e dello spettacolo molto importante» conclude Lavinia Colonna Preti, assessore ai Beni Culturali e al Turismo del Comune di Treviso.

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