Martedì, 28 Settembre 2021
Teatro

Un'attesa lunga 250 giorni: al Teatro La Fenice torna l'opera

Il sovrintendente Ortombina ha annunciato questa mattina un cartellone a lungo termine, da giugno a ottobre. Alle opere liriche, si alterneranno anche i concerti

Dopo una programmazione ristretta allo streaming, annunciata mese per mese, finalmente il Teatro La Fenice ha un un primo cartellone a lungo termine, che si svilupperà nell'arco di cinque mesi, da giugno a ottobre. A presentarlo, questa mattina, è stato il sovrintendente Fortunato Ortombina, che ha annunciato, tradendo un po' d'emozione, il ritorno del teatro d'opera dopo 250 giorni. «Avevamo annunciato che senza pubblico non sarebbe ripartito, ora quel momento è arrivato», ha sottolineato.

Il programma della Fenice

La prima composizione lirica è in programma per il 25 giugno e sarà il Faust di Charles Gounod. Seguiranno, Farnace di Antonio Vivaldi, Rinaldo di Georg Friedrich Händel, Rigoletto di Giuseppe Verdi e Engelberta di Tomaso Albinoni. In parallelo si alterneranno sei concerti: il tradizionale recital pianistico per la Festa della Repubblica del 2 giugno, il ritorno in Fenice di Riccardo Muti con la sua Orchestra Cherubini e e quattro concerti sinfonici dell’Orchestra del Teatro La Fenice con interpreti di prestigio come Umberto Benedetti Michelangeli, Hartmut Haenchen, Mario Venzago e Jonathan Brett con Maxim Vergerov al violino.

Ancora, andranno in scena altri progetti artistici nati da importanti collaborazioni: l’omaggio a Stravinskij nella Basilica di San Marco, organizzato insieme alla Biennale e alla Procuratoria di San Marco sotto l’egida del Comitato per i 1600 anni della fondazione di Venezia; i concerti al Marghera Opera Estate e al Festival di Mantova e la tradizionale "Opera Giovani" con il Conservatorio di Venezia.

«Dopo 250 giorni senza fare opera alla Fenice, - ha ribadito Ortombina - mi fa un po' impressione. Adesso torna il pubblico e non vedo l'ora di vedere i cantanti che provano attorno al pianoforte, le sarte che provano i costumi. È un momento che stiamo vivendo con tanta attesa e per quanto abbiamo potuto vedere in questi appuntamenti di apertura, il pubblico ha risposto presente, con molto desiderio di tornare in questo teatro, ad ascoltare e vedere la musica».

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